30 novembre, 2006

8 dicembre 1980 - Viva Litfiba!

L'8 dicembre 1980, proprio nel giorno in cui negli USA viene assassinato John Lennon, alla Rockteca Brighton di Firenze fa il suo debutto una nuova band destinata a diventare uno dei simboli della resistenza all’omologazione sulla scena rock italiana degli anni Ottanta. Sono i Litfiba, un gruppo nato dall’incontro tra il chitarrista Federico “Ghigo” Renzulli e il bassista Gianni Maroccolo, reduci dalle esperienza con Raf e i Café Caracas, con Piero Pelù l'ex cantante dei Mulinos Rock. La formazione è completata dal tastierista Antonio Taiazzi e dal batterista Francesco Calamai. Alla loro prima uscita pubblica i Litfiba mostrano inevitabili carenze d'impostazione. La loro musica, ricca di echi dark, appare debitrice nei confronti di band come i Cure e soprattutto i Joy Division. Pochi mesi dopo daranno alle stampe il loro primo progetto su vinile, un disco realizzato dalla Materiali Sonori di S. Giovanni Valdarno che comprenderà anche l'ipnotico Guerra, destinato a diventare il primo inno della band. Sono i primi passi, un po' incerti e confusi, di un band imperniata sul trio Pelù-Maroccolo-Renzulli che, con vari cambiamenti di formazione, diventerà una delle anime sonore delle esperienze alternative italiane degli anni Ottanta. La stessa storia dei Centri Sociali, in quel periodo divenuti preziose isole di resistenza alla progressiva individualizzazione delle giovani generazioni, si intreccerà spesso con la storia del gruppo. La fine del decennio terribile degli Ottanta vedrà la loro consacrazione definitiva e insieme l'inizio della disgregazione con una progressiva commercializzazione seguita dalla fuga di tutti i componenti storici tranne Ghigo Renzulli.

10 commenti:

laura ha detto...

qualcuno era poi andato alla casa del popolo di arone la sera che c'era gianni?

anna ha detto...

mah? qualcuno ha scritto ma non trovo più dove...

Ele ha detto...

Gran bell'uomo Pelù anche se io preferisco gente come Gianni

anna ha detto...

perchè. lo conosci?

Ele ha detto...

si li conosco tutti e due

paoletta ha detto...

davvero? che fortuna

Anonimo ha detto...

certo che definire ghigo un chitarrista solo perchè la porta a tracolla...

ila ha detto...

me l'ero perso questo!
La progressiva commercializzazione e la fine pietosa di Pelù,non riescono xò a farmeli dimenticare.
Riascoltare Istanbul a Paname Tex Peste...il volo mi porta ancora.

Anonimo ha detto...

sciacquarsi la bocca quando si parla della più grande band che ci sia stata in italia..i gruppettini della scena alternativa che ci sono ora mi fanno ridere al confronto..pelù dal vivo li massacra ancora a 45 anni suonati..

Antonio ha detto...

Piero Pelù... godiamocelo finchè si può. Non ne nascono più come lui. ciao