La prima "querelle" tra Claudio Villa e la stampa trova il suo culmine il 10 marzo 1957, quando il settimanale “Sorrisi e Canzoni” decide di intentare un ‘processo’ pubblico al cantante. Tra i principali capi d’imputazione, oltre alla ‘stecca’ nell’esecuzione di Cancello tra le rose, la superficialità con cui si è preparato al Festival e la pretesa di interpretare le canzoni migliori, che spiegherebbe il risultato ottenuto. Insomma, per i giornalisti del settimanale, avrebbe perso il senso della realtà e sarebbe in preda a un maniacale delirio di grandezza. Quello che a gran parte dei critici musicali di quel periodo sfugge è che con Claudio nasce il moderno ‘divismo’ dei cantanti e finisce l’epoca che vedeva nei direttori d’orchestra gli onnipotenti artefici della fortune e delle sfortune della carriera di un interprete.08 marzo, 2009
10 marzo 1957 - Il primo scontro tra Claudio Villa e la stampa
La prima "querelle" tra Claudio Villa e la stampa trova il suo culmine il 10 marzo 1957, quando il settimanale “Sorrisi e Canzoni” decide di intentare un ‘processo’ pubblico al cantante. Tra i principali capi d’imputazione, oltre alla ‘stecca’ nell’esecuzione di Cancello tra le rose, la superficialità con cui si è preparato al Festival e la pretesa di interpretare le canzoni migliori, che spiegherebbe il risultato ottenuto. Insomma, per i giornalisti del settimanale, avrebbe perso il senso della realtà e sarebbe in preda a un maniacale delirio di grandezza. Quello che a gran parte dei critici musicali di quel periodo sfugge è che con Claudio nasce il moderno ‘divismo’ dei cantanti e finisce l’epoca che vedeva nei direttori d’orchestra gli onnipotenti artefici della fortune e delle sfortune della carriera di un interprete.
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1 commenti:
Se la stampa di allora avesse potuto sentire Patti Pravo nel 2009, oggi ci sarebbe la pena di morte per i cantanti.
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