21 dicembre, 2011

6 gennaio 2010 - L'epifania si porta via Alberto Cesa

Il 6 gennaio 2010 muore Alberto Cesa, maestro riconosciuto della musica popolare italiana, fondatore e componente dei Cantovivo, uno dei gruppi più emblematici della ricca e intensa stagione di quel genere che gli anglofili chiamano folk revival e che in realtà è una sorta di fusione musicale tra poesia, impegno, tradizione e innovazione. Alberto lascia in eredità un enorme lavoro di ricerca e studio condotto con la passione e il rigore di chi si conquista sul campo il titolo di "maestro" riuscendo a stabilire un rapporto importante con il pubblico pur senza curarsi troppo delle regole del mercato. Non sempre ciò che fa è destinato a essere eseguito su un palco, inciso nei solchi di un disco o fissato in una traccia digitale e in ogni caso non è il destino finale che lo preoccupa. Nel suo lavoro non si fa condizionare da altri che non siano la sua passione e i suoi convincimenti. Non è prigioniero neppure dei Cantovivo, l'amata creatura messa in piedi con Donata Pinti nel 1974 e tenuta in vita fino all'ultimo sia pur con vari cambiamenti d'organico. Il successo internazionale del gruppo lo riempie di soddisfazione ma non lo condiziona. Alberto evita di fossilizzarsi in una formula anche se essa si dimostra vincente. È quel che accade per esempio nel 1979, quando l'album Leva la gamba vince il prestigioso Grand Prix International du Disque di Montreux. Alberto ne prende atto con soddisfazione ma si guarda bene dal cadere nella tentazione di riproporre all'infinito e senza troppi rischi la stessa proposta. Il suo interesse è nei confronti della musica e non nell'eventuale prodotto finale. Curioso osservatore di ciò che accade nel mondo a volte prende in prestito le parole e le musiche di altri sia pur piegandole al proprio stile o anche soltanto alle esigenze di unificarle in una particolare proposta spettacolare. Dai canti più conosciuti della tradizione popolare come "Partono gli emigranti" o "Bella ciao", alle canzoni che accompagnano o hanno accompagnato le lotte dei popoli del mondo "El ejercito del Ebro", "Grandola Villa Morena" o "Palestina", alle canzoni di Ivan Della Mea, Victor Jara e molti altri protagonisti della canzone politica del mondo, il genio musicale di Alberto Cesa tutto recupera, rielabora e ripropone. Amatissimi all'estero i Cantovivo hanno goduto di alterne fortune in un paese come il nostro, più disponibile a lasciarsi catturare dalle mode del momento. I tour in Portogallo, a Cuba o in Germania hanno suscitato grandi entusiasmi così come gli oltre duemila concerti tenuti in Italia in situazioni spesso molto diverse tra loro: dai grandi palchi degli stadi alle esibizioni per i presidi davanti alle fabbriche occupate. Ora Alberto non c'è più ma il suo lavoro potrà garantirgli un pezzettino d'immortalità. È questo in fondo l'impegno assunto dagli amici, i compagni e i semplici estimatori che il 9 gennaio partecipano a Grugliasco all'ultimo saluto.

5 gennaio 1948 - Peppino Impastato e il sogno di cambiare il mondo

Il 5 gennaio 1948 da Felicia Bartolotta e Luigi Impastato nasce a Cinisi Giuseppe Impastato, detto Peppino. La sua famiglia è bene inserita negli ambienti mafiosi. Una sorella del padre ha sposato il capomafia Cesare Manzella, assassinato nel 1963 e considerato uno dei primi boss a intuire che i traffici di droga potevano essere il nuovo terreno di accumulazione di denaro. Peppino frequenta il Liceo Classico di Partinico e proprio in quel periodo rompe con il padre che gli rimprovera le sue iniziative politico-culturali antimafiose e inizia a occuparsi di politica Nel 1965 insieme ad altri giovani fonda un giornale un giornale di denuncia che si intitola “L'idea socialista” e aderisce al PSIUP (Partito Socialista di Unità Proletaria), una formazione politica nata dopo l'ingresso del Partito Socialista Italiano nei governi di centro-sinistra. A partire dal 1968 partecipa, con un ruolo dirigente, alle attività dei gruppi della sinistra extraparlamentare. Vive da protagonista le lotte dei contadini espropriati per la costruzione della terza pista dell'aeroporto di Palermo, in territorio di Cinisi, degli edili e dei disoccupati. Nel 1975 organizza il Circolo "Musica e Cultura", e l’anno dopo fonda Radio Aut, una radio libera autofinanziata dai cui microfoni denuncia il ruolo di primo piano nei traffici internazionali di droga assunto dai mafiosi di Cinisi e Terrasini attraverso il controllo dell'aeroporto. Nel 1978 si candida nella lista di Democrazia Proletaria alle elezioni comunali ma nella notte tra l'8 e il 9 maggio il suo corpo viene dilaniato da una carica di tritolo posta sui binari della linea ferroviaria Palermo-Trapani.  Le indagini sulla morte di Giuseppe Impastato, in un primo tempo orientate all'ipotesi di un attentato terroristico fallito vengono chiuse con la motivazione ufficiale di suicidio. Dopo l’archiviazione il fratello Giovanni e la madre Felicia Bartolotta Impastato non s’arrendono e con l’aiuto del “Centro siciliano di documentazione” di Palermo (che nel 1980 prende il nome di Giuseppe Impastato) raccolgono la documentazione necessaria a far riaprire l’inchiesta. Nel maggio del 1984 l'Ufficio Istruzione del Tribunale di Palermo emette una sentenza, firmata dal Consigliere Istruttore Antonino Caponnetto, che riconosce la matrice mafiosa del delitto ma lo attribuisce a ignoti. Negli anni successivi il Centro Impastato dimostra che il mandante dell’assassinio di Peppino è Gaetano Badalamenti, nel frattempo condannato per traffico di droga negli Stati Uniti. Il Tribunale di Palermo però nel maggio del 1992 decide di archiviare la pratica relativa all’assassinio di Impastato escludendo la possibilità di individuare con certezza i colpevoli. Nel maggio del 1994 il Centro Impastato presenta un'istanza per la riapertura dell'inchiesta, accompagnata da una petizione popolare e nel marzo del 1996 la madre, il fratello e il Centro Impastato presentano un esposto in cui chiedono di indagare su episodi non chiariti, riguardanti in particolare il comportamento dei carabinieri subito dopo il delitto. Nel giugno del 1996 l'inchiesta viene riaperta. Tano Badalamenti e il suo vice Vito Palazzolo vengono incriminati per il delitto.

4 gennaio 1922 - Frank Wellington Wess tra sax e flauto

Il 4 gennaio 1922 nasce a Kansas City, nel Missouri, il sassofonista e flautista Frank Wellington Wess. All'inizio della su carriera suona il sassofono contralto esibendosi prima in Oklahoma e poi a Washington con la formazione di Bill Baldwin. Dopo aver fatto parte dell'orchestra di Blanche Calloway e quattro anni di servizio militare, dal 1944 al 1945 suona nella big band di Billy Eckstine. Negli anni successivi si esibisce nelle formazioni di vari musicisti come Lucky Millinder, Eddie Heywood e Bull Moose Jackson, prima di stabilirsi a Washington dove si dedica easclusivamente allo studio del flauto. Nel 1953 entra a far parte della big band di Count Basie con la quale resta per ben undici anni. Wess è uno dei primi jazzisti moderni a fare un uso sistematico del flauto e la disinvoltura con cui lo sa inserire in una macchina da swing come l'orchestra di Basie contribuisce non poco alla sua diffusione. Lasciata la big band di Count Basie, nella quale negli ultimi tempi aveva occupato il ruolo di sassofonista contralto dopo l'arrivo di Eddie Lockjaw Davis, si dedicato all'attività free-lance anche al di fuori dell'ambiente jazzistico al fianco di personaggi come Sammy Davis jr. Judy Garland, Ella Fitzgerald, Frank Sinatra e tanti altri. In campo jazzistico tra le collaborazioni più significative si sono quelle  con Billy Taylor, Benny Carter, Clark Terry, Lena Horne, New York Jazz Quartet, Thad Jones, Sarah Vaughan, Joe Newman, Tony Scott, Buddy Rich e moltissimi altri.

3 gennaio 1974 - Per Bob Dylan un tour da record

Il 3 gennaio 1974 a Chicago si tiene un concerto di Bob Dylan. È il primo di un lungo tour per Dylan e arriva dopo otto anni dall'ultimo giro musicale del cantautore. È anche il tour dei record visto che già al momento della sua presentazione sono arrivate da 651.000 località diverse richieste per sei milioni di biglietti per i trentanove concerti annunciati. Gli organizzatori, non sapendo che pesci pigliare, decidono di assegnare i preziosi tagliandi indispensabili per assistere al concerto con l'unico sistema accettabile: il sorteggio. Oltre ai sei milioni di cittadini che richiedono un biglietto, viene calcolato che ci siano altri quattordici milioni di spettatori che, pur desiderosi di rivedere Bob, hanno rinunciato alla richiesta. L'entusiasmo della gente porterà nelle tasche del cantautore circa novantadue milioni di dollari. Ogni tappa è un successo e nelle due date del 30 e 31 gennaio al Madison di New York fa registrare l'incasso più alto di tutto l'anno in tutto il paese: 538.765 dollari. Molti concerti vengono registrati dal vivo e il materiale raccolto sarà poi pubblicato a giugno nel doppio album live Before the flood.

2 gennaio 2009 - Addio Valentina

Il 2 gennaio 2009 al Policlinico Le Scotte di Siena nonostante un disperato intervento chirurgico muore Valentina Giovagnini, uno dei più talentuosi e promettenti personaggi della scena pop italiana. La cantante ha ventiquattro anni ed è stata ricoverata in gravissime condizioni nel pomeriggio dopo essere uscita di strada con la sua vettura schiantandosi contro un albero a lato della carreggiata. Nata ad Arezzo il 6 aprile 1980 Valentina studia canto, pianoforte e flauto e frequenta il liceo musicale della sua città. Nel 2002 partecipa al Festival di Sanremo con la canzone Il passo silenzioso della neve, piazzandosi al secondo posto con un grande consenso di pubblico e critica. A distanza di un mese dalla manifestazione Valentina viene premiata a Sanremo Top come l'artista più venduta della categoria giovani. A marzo dello stesso anno pubblica il suo primo album Creatura nuda. Migliaia di persone partecipano ai suoi funerali che si svolgono il 4 gennaio 2009 presso la chiesa parrocchiale di Pozzo della Chiana. Il 15 maggio 2009 esce, postumo, il suo secondo album intitolato L'amore non ha fine.

1° gennaio 1977 - Chiude Carosello

La sera di venerdì 1° gennaio 1977, sul palcoscenico del teatrino che fa da sigla a Carosello, il più antico e popolare programma pubblicitario della televisione italiana, cala definitivamente il sipario. Messa sotto accusa dalla contestazione perché considerata un simbolo del più deteriore consumismo, la rassegna di mini-filmati corredati da un breve messaggio pubblicitario se ne va per sempre in soffitta. Quello della contestazione è, in realtà, solo un pretesto, perché nell’ambiente pubblicitario sono in molti a considerare un “inutile spreco” la parte spettacolare che precede il breve messaggio commerciale.

06 dicembre, 2011

31 dicembre 1983 - Pertini, un Presidente pacifista...

Suscita scandalo e provoca forti polemiche la sera del 31 dicembre 1983 il messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica Sandro Pertini che dichiara di comprendere e appoggiare i giovani che hanno manifestato per la pace. Il pacifismo della più alta carica dello stato si spinge anche a chiedere il ritiro del contingente italiano in Libano, inviato nell’ambito di una missione multinazionale di pace, qualora la situazione libanese degenerasse in guerra aperta tra le fazioni in lotta. Il messaggio si conclude con l'invito esplicito ai giovani: « io ai giovani questo dico: battetevi sempre per la libertà , per la pace e per la giustizia sociale. la libertà senza la giustizia sociale non è che una conquista fragile che si risolve per molti nella libertà di morire di fame. Bisogna che alla libertà sia unita la giustizia sociale. sono un binomio inscindibile. lottate quindi con fermezza, giovani che mi ascoltate, perché lotterete così per il vostro domani, per il vostro avvenire. ma siate sempre tolleranti. Sì lottate con la passione con cui ho lottato io, e lotto ancora oggi nonostante gli anni; lottate per la fede che arde nei vostri cuori...»

30 dicembre 1970 - Io Paul McCartney con i Beatles non c'entro nulla!

Il 30 dicembre 1970 Paul McCartney inizia una causa, destinata a durare anni, contro i suoi tre ex compagni della straordinaria avventura dei Beatles. L'obiettivo dell'azione legale è quello di "separare a tutti gli effetti il suo nome dalle eventuali attività del gruppo". Entra così nei tribunali la vicenda della dissoluzione tutt'altro che amichevole dei Fab Four. Da tempo i rapporti tra i quattro non erano dei migliori, ma le polemiche si erano fatte più aspre quando Paul McCartney aveva deciso di pubblicare il suo primo album da solista "McCartney" il 17 aprile 1970, cioè due settimane prima della pubblicazione di "Let it be" dei Beatles. I compagni non l'avevano presa bene e il fatto aveva alimentato le voci sulle responsabilità di Paul nella rottura dei rapporti interni al gruppo. La polemica con John Lennon, visto come la faccia impegnata del dopo Beatles, in contrapposizione alla più leggera vena musicale di Paul, aveva fatto il resto. L'inizio della causa chiude malamente una bella storia.

29 dicembre 1920 - Irving Ashby, una chitarra per il nascente rock and roll

Il 29 dicembre 1920 a Somerville, nel Massachusetts, nasce il chitarrista Irving Ashby. Il suo primo strumento è l'ukulele. Passato alla chitarra compie regolari studi classici presso il New England Conservatory di Boston. Il primo a intuire le sue potenzialità è Lionel Hampton che nel 1940 lo scrittura per la propria orchestra. Curioso e instancabile sperimentatore Ashby non resta a lungo in un luogo fisso ma si diverte a suonarte dove e come può. Dopo aver partecipato con Fats Waller al film “Stormy Weather” nel 1947 sostituisce Oscar Moore nel trio di King Cole, con il quale resta per molto tempo. Norman Granz che lo inserisce poi nel gruppo del Jazz At The Philarmonic e, all'interno di questo gruppo, fa parte del trio di Oscar Peterson. Considerato fra gli innovatori dello stile chitarristico nel jazz, alla fine degli anni Cinquanta si entusiasma anche per il nascente rock and roll. La sua chitarra accompagna in sala di registrazione gran parte dei protagonisti del nascente movimento. Muore a Perris, in California, il 22 aprile 1987.

28 dicembre 1895 - Signori, ecco il Cinema!

Il 28 dicembre 1895 nasce ufficialmente il cinema. È un sabato sera quando nel Salon Indien del Gran Café sul Boulevard des Capucines a Parigi, Clément Maurice organizza una serata di presentazione pubblica e ufficiale del “cinematographe Lumière”. Il successo della serata convince gli organizzatori a programmare in modo continuativo la proiezione di brevi film che ottengono un crescente successo: nasce così la prima sala cinematografica. Nel 1896 il cinématographe Lumière viene presentato in quasi tutte le capitali europee. Gli statunitensi, che mal digeriscono il successo francese cercano di contrastarlo brevettando sistemi diversi, ma inutilmente. Pago della sua fama di inventore Louis Lumière si disinteressa presto della produzione di film per lavorare su quello che gli sembra il problema più importante: lo studio della realizzazione delle fotografia a colori. C’è chi sostiene che l’ipotesi del cinema stereoscopico o tridimensionale sia nata quasi casualmente proprio mentre nei laboratori Lumière si studiavano varie sovrapposizioni e scomposizioni di colori. Chissà come è andata davvero? Quel che resta certo è che sessant’anni or sono uno dei due inventori del cinema, allora arzillo ultrasettantantenne, indicava alla sua creatura una nuova strada. I suoi eredi, dotati di tecniche straordinarie e di ingenti capitali, sono oggi fermi più o meno a quel lontano 1937.

27 dicembre 1969 - Le Supremes per l'ultima volta al vertice

Il 27 dicembre 1969 le Supremes arrivano al vertice della classifica statunitense dei dischi più venduti con Someday we’ll be together. È l'ultima posizione di vertice del gruppo prima del debutto di Diana Ross come solista. L'addio tra Diana e il gruppo è stato annunciato già a ottobre e Someday we'll be together, il singolo d'addio, sembra scritto proprio per l'occasione. Il 14 gennaio del 1970 al Frontier Hotel di Las Vegas Diana Ross terrà l'ultimo concerto con le Supremes. Il posto della Ross verrà preso da Jean Terrell, sorella del pugile e cantante Ernie Terrell. Per qualche anno il trio continuerà a collezionare successi, soprattutto in Gran Bretagna, ma a partire dal 1972 la crisi, già latente dopo l'abbandono della Ross, si accentuerà. Al fianco della veterana Mary Wilson si succederanno varie cantanti che non salveranno la situazione. La fiamma delle Supremes si spegne progressivamente proprio mentre la carriera di Diana Ross decolla verso il grande successo internazionale.

04 dicembre, 2011

26 dicembre 1918 - Butch Ballard, un batterista d’accompagnamento

Il 26 dicembre 1918 nasce a Camden, nel New Jersey, Butch Ballard, all’anagrafe George Ballard, uno dei batteristi più stimati della sua epoca per la versatilità e per il talento nel lavoro degli studi di registrazione. La prima scrittura importante della sua carriera arriva nel 1942 quando entra far parte dell’orchestra di Cootie Williams con la quale incide alcuni brani per la Capitol. Quattro anni dopo si unisce al gruppo di Louis Armstrong. Tra il 1947 e il 1948 suona con Eddie Davis al Minton's di New York e guida una propria formazione a Philadelphia. Entra poi nell'orchestra di Mercer Ellington e nel 1949 diventa il batterista di Count Basie. L'anno seguente viene chiamato da Duke Ellington che per un giro di concerti in Europa aveva bisogno di un secondo batterista da affiancare a Sonny Greer. È ancora con Duke nel 1953 e prende parte a una lunga serie di incisioni per la Capitol compresa la prima versione orchestrale di Satin Doll. Muore il 1° ottobre 2011.

25 dicembre 1905 - Wayman Carver, l’uomo che ha portato il flauto nel jazz

Il 25 dicembre 1905 nasce a Portsmouth, in Virginia, Wayman Carver o, come risulta dai registri dell’anagrafe, Wayman Alexander Carver. La sua è una famiglia di musicisti. Il padre suona il clarinetto e  lo zio il flauto nella banda municipale della quale è anche il direttore musicale. Wayman Carver comincia a suonare il flauto all'età di quattordici anni e ottiene la prima scrittura dai Collegiate Ramblers di J. Neal Montgomery, una formazione nella quale resta per qualche anno formando poi una propria orchestra destinata ad avere vita breve. Nel 1930 va a New York a cercar fortuna ed entra a far parte dell’ensemble di Dave Nelson, il nipote di King Oliver, con cui registra i suoi primi dischi per la Victor nel gennaio del 1931. Passa poi alle orchestre di Elmer Snowden e di Benny Carter. Proprio con quest'ultima formazione trova spazio come solista di flauto e il suo assolo in Devil's Holiday resta nella storia del jazz per la tecnica estremamente moderna e innovativa. A consacrarlo definitivamente come il primo grande flautista della storia del jazz è comunque il lavoro con Chick Webb e in particolare i suoi magistrali interventi in Sweet Sue, I Got Rhythm, Down Home Rag e Hallelujah destinati a rappresentare dei modelli e dei precisi punti di riferimento per tutti i flautisti delle successive generazioni. Con Carver il flauto inizia progressivamente e “rubare” il posto all’allora imperante clarinetto aprendo nuove prospettive alla stessa evoluzione della musica jazz. Dopo aver fatto parte dell'orchestra di Ella Fitzgerald, Wayman Carver si ritira dalle scene jazzistiche lavorando come insegnante di musica e come arrangiatore. Muore ad Atlanta il 6 maggio 1967.

24 dicembre 1965 – Nasce “Complete Communion”, uno dei capolavori di Don Cherry

Il 24 dicembre 1965 Don Cherry registra per la Blue Note uno dei suoi capolavori. Si tratta dell'album Complete Communion. Al suo fianco ci sono Gato Barbieri, Henry Grimes ed Eddie Blackwell. Il giudizio della critica è entusiastico e c’è chi scrive che nel disco la genialità di Cherry «...crea una musica senza fiati né frontiere, abbattendo barriere e creando una miriade di colori musicali profondamente spontanei e colmi di vitalità...». Subito dopo Natale il gruppo si esibisce con successo al Village Vanguard di New York, sciogliendosi con la partenza di Barbieri per l'Europa. Il trombettista allora suona nei primi giorni del 1966, insieme al sassofonista Archie Shepp che è stato scritturato al Village Vanguard con il gruppo del trombettista Miles Davis. Proprio Davis al termine dell'esperienza, avrà parole profondamente critiche nei confronti delle teorie e del modo di suonare di Don Cherry. Il buon Cherry non si cura troppo delle critiche di un brontolone un po’ invidioso come Miles e va avanti sulla sua strada. Alla fine di gennaio torna Barbieri e il gruppo si esibisce a New York prima di partire per una tournée europea che durerà tutto il mese di febbraio.

23 dicembre 1920 - Mario Pezzotta, un trombone da jazz

Il 23 dicembre 1920 nasce ad Alzano Lombardo, in provincia di Bergamo, il trombonista Mario Pezzotta. A otto anni suona il bombardino nella banda del suo paese natale e nel giro di pochi anni si afferma come una sorta di bambino prodigio capace di virtuosismi inusuali per l’età. A diciassette anni inizia a suonare in vari complessi da ballo. Dopo lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale veste la divisa militare ed entra nella Banda Presidiaria di Milano. L’8 settembre del 1943 si libera della divisa e ripara in Svizzera dove in un campo di internati costituisce e dirige una orchestra. Dopo la Liberazione rientra a Milano e trova un posto stabile nella Orchestra del Momento diretta da Aldo Rossi che lascia quando incontra Gorni Kramer, con il quale più o meno stabilmente avrà rapporti per circa un ventennio. Negli anni Cinquanta suona spesso all'Arethusa di Milano con propri gruppi e partecipa con i propri musicisti o come trombone solista nell'orchestra di Kramer a vari programmi jazzistici radiofonici e televisivi. A partire dagli anni  Sessanta si esibisce spesso con un proprio sestetto ad assetto variabile ma nel quale militano soprattutto Emilio Soana, Enzo Nardini, Ettore Righello, Carlo Milano e Luigi Campioni. Alla fine del 1969 entra stabilmente nell'Orchestra Sinfonica della Rai dove rimane fino al 1980. Colpito dal morbo di Alzeihmer nel 1990 si ritira dall’attività. Muore a Bollate il 9 febbraio 2004

22 dicembre 1978 – I Dire Straits finiscono il secondo album, ma lo congelano

Il 22 dicembre 1978 i Dire Straits finiscono le registrazioni del loro secondo album nei Compass Point Studios, di Nassau, alle Bahamas. Sono iniziate il 28 novembre e nel loro lavoro i ragazzi hanno potuti contare sulla guida esperta di due esperti abitatori del music business come Jerry Wexler e Barry Beckett. La loro produzione modifica l’impronta dei Dire Straits verso un suono più sofisticato, molto cristallino, ricco di sensazioni emotive. Anche i servizi fotografici realizzati in quei giorni sono lo specchio fedele di un’aria sognante e tranquilla tanto che alcuni cronisti rilevano come i componenti della band sembrino più «...ricchi turisti in vacanza, piuttosto a musicisti con l'obbligo di produrre un nuovo disco». In questo clima anche le diffidenze tra Mark Knopfler e Jerry Wexler si sciolgono come neva al sole. Terminate le registrazioni inizia il lavoro di post produzione. Remixato ai Muscle Shoals Studios, in Alabama, il 12 gennaio l’album è pronto ma si decide di tenerlo in un cassetto. La ragione di quella decisione è dovuta alla necessità di sfruttare fino all’ultima goccia il primo album “Dire Straits”, che staziona stabilmente al vertice delle classifiche di vendita. Non secondaria è anche la disputa tra il gruppo e Wexler sul titolo del disco. Wexler lo vorrebbe intitolare “News” mentre i Dire Straits preferirebbero intitolarlo “Communiqué”. Alla fine la spunteranno loro. All’inizio dell’estate il disco uscirà con questo titolo.

21 dicembre 1984 – Peckinpah addio!

Il 21 dicembre 1984 muore il regista Sam Peckinpah. Nato a Fresno, in California, il 21 febbraio 1925 David Samuel Peckinpah è un dei più controversi e discussi registi del cinema statunitense. Pessimista sul destino del “sogno americano” nei suoi film esalta la capacità distruttiva dell’uomo e spesso ipotizza la disgregazione della società per iniziativa individuale e violenta. Definito come un “anarchico di destra” coltiva una grande nostalgia per un passato che nelle condizioni in cui l’immagina forse non è mai esistito, virile e regolato dalla forza bruta. Il suo cinema sovverte le consolatorie mitologie delle produzioni hollywoodiane proponendo storie nelle quali non esiste una scala di valori morali e dove spesso la morte è appare come l’unico elemento capace di annullare le differenze. Il western è una delle dimensioni preferite per mettere in scena le sue convinzioni. Qui, in quelli che sono stati ribattezzati “dirty western”, la sua narrazione abbandona i codici dettati da John Ford e si fa sporca e brutale raccontando il degrado e il disfacimento di un mondo e di una frontiera dove non esiste alcun futuro né per vincitori né per i vinti. Tra i più importanti film di questo genere ci sono Il mucchio selvaggio del 1969 e Pat Garrett & Billy The Kid del 1973. Fuori dalle strutture del western lascia tracce importanti e un capolavoro assoluto come Cane di paglia del 1971. Tra le curiosità è da annoverare la sua partecipazione nei panni di uno scribacchino ad Amore piombo e furore, un film western all'italiana, genere che ammirava molto. Muore d’infarto il 21 dicembre 1984 a soli cinquantanove anni senza essere riuscito a girare un film a cui teneva molto: Cukoos progress, la versione cinematografica di un romanzo dello scrittore svedese Sture Dahlström, che parla di un uomo la cui unica ambizione è ingravidare tutte le donne della terra. Le sue ceneri, per espressa volontà, vengono sparse sulle acque dell’Oceano Pacifico al largo di Malibu.

20 dicembre 1864 - Vicienzo ‘o giornalista, una stella della musica napoletana

Il 20 dicembre 1864 nasce a Napoli Vincenzo Esposito. Soprannominato “Vicienzo ‘o giornalista” perchè ha lavorato in gioventù alla rivista “Il Pungolo”, nel 1885 decide di dedicarsi a tempo pieno alla canzone, diventando uno dei principali esponenti del genere comico. Le sue prime esibizioni avvengono prevalentemente in Campania, ma ben presto la sua fama travalica i confini regionali tanto da farlo diventare uno dei cantanti più richiesti dai Caffè Concerto di tutta la penisola. All’inizio del Novecento, accompagnato dal chitarrista e mandolinista Giovanni Della Rosa parte per una lunga tournée in Inghilterra, Francia, Germania e Russia, paesi dove si conquista una notevole popolarità. Di fronte alle offerte di impresari e locali che vorrebbero trattenerlo all'estero rifiuta perchè lontano dalla sua città ancge le sue canzoni finirebbero per morire. Tornato a Napoli continua a esibirsi con successo fino al 1934, anno in cui decide di ritirarsi a vita privata. Il brano più amato del suo nutrito repertorio, resta la macchietta ‘O nduratore, vero cavallo di battaglia delle sue esibizioni. Muore a Napoli il 22 marzo 1942.

19 dicembre 2009 – Muore Kim Peek, l’ispiratore del film “Rain man”

Il 19 dicembre 2009 muore Kim Peek, l’ispiratore del protagonista del film “Rain man” interpretato da Dustin Hoffman. Non sono molti tra i milioni di spettatori del film a sapere che il personaggio di Raymond Babbit è ispirato a una persona realmente esistita e incontrata prima dall’autore e co-sceneggiatore Barry Morrow e poi anche dallo stesso Dustin Hoffman. Si chiama Kim Peek ed è nato a Salt Lake City l’11 novembre 1951. Fin dalla nascita è affetto da quella che comunemente viene definita “sindrome dell'idiota sapiente” con una straordinaria memoria eidetica (una variante della memoria fotografica o visiva che consente l’assimilazione immediata di un’immagine appena percepita) e una serie di disturbi dello sviluppo psicologico dovuti a una congenita deformazione del cervello. Peek riesce a leggere un libro in un'ora circa ed è in grado di ricordare immediatamente una percentuale pari al 98% di tutto ciò che legge. Si calcola che nell’arco della sua vita abbia imparato a memoria circa 12.000 libri. Ha anche la possibilità di fare rapidamente calcoli complessi e per qualche anno lavora anche a stilare buste-paga. Nel 1984 ad Arlington, in Texas, incontra per la prima volta l’autore e sceneggiatore Barry Morrow. Da quell’incontro inizia a prendere corpo l’idea del film “Rain man – L’uomo della pioggia”. Quando il ruolo di Raymond Babbit, il personaggio ispirato a Peek, viene affidato a Dustin Hoffman, l’attore chiede e ottiene di incontrare lo stesso Peek e altre persone affetta dalla “sindrome dell'idiota sapiente” per comprendere meglio e più a fondo la loro natura e dare alla sua recitazione una maggiore aderenza. Dopo il successo Kim Peek viene invitato a partecipare a incontri, conferenze e iniziative varie in ogni parte degli Stati Uniti e anche all’estero. Barry Morrow gli consegna il proprio Oscar perché lo porti con sé. Quella statuetta viene soprannominata "l'Oscar più amato" perché si calcola che nella storia del cinema sia stato l’Oscar toccato, soppesato e accarezzato dal maggior numero di persone. Peek appare anche in televisione. Discovery Channel dedica alla sua vita uno speciale di un'ora intitolato “Inside the Rain Man” mentre uno spettacolo a lui dedicato, “The Real Rain Man” va in onda su Discovery Health il 26 novembre 2006. La vita di Kim Peek si interrompe il 19 dicembre 2009 quando a cinquantotto anni muore nella sua Salt Lake City per un attacco cardiaco