27 febbraio, 2012

28 febbraio 1949 - Case per tutti, arriva il piano Fanfani

Il 28 febbraio 1949 viene varato dal Parlamento il "Progetto di legge per incrementare l'occupazione operaia, agevolando la costruzione di case per i lavoratori" destinato a restare nella memoria collettiva come “Piano Fanfani” dal nome del suo propositore e sostenitore, l’allora ministro del lavoro e della previdenza sociale Amintore Fanfani. Inizialmente previsto per una durata settennale, verrà poi prorogato sino al 1963. L’idea è quella di costruire case per i lavoratori prelevando una trattenuta sulle loro retribuzioni. L'intervento, oltre al rilancio dell’attività edilizia con la costruzione di alloggi per le famiglie a basso reddito punta a diminuire la disoccupazione favorendo anche l’assorbimento di una notevole massa di disoccupati. Il primo cantiere viene aperto nell’estate del 1949, pochi mesi dopo l’approvazione della legge e nell’autunno dello stesso anno i cantieri aperti sono oltre 650. Dopo la sua entrata a regime il Piano Fanfani produce circa 2800 unità abitative a settimana con la consegna sempre settimanale di circa 550 alloggi alle famiglie assegnatarie. Nei primi sette anni di vita vengono investiti complessivamente 334 miliardi di lire per la costruzione di 735.000 vani corrispondenti a 147.000 alloggi. Alla fine dei quattordici anni di durata i vani realizzati saranno, invece, in totale circa 2.000.000, pari a 355.000 alloggi.

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