23 maggio, 2013

23 maggio 1947 – Richie Beirach, tecnica classica e senso del ritmo


Il 23 maggio 1947 nasce a New York il pianista e compositore Richie Beirach, all’anagrafe Richard Beirach. Il suo incontro con la tastiera avviene all’età di sei anni quando inizia a prendere lezioni di pianoforte. Nei dieci anni successivi compie regolari studi perfezionandosi nella la tecnica classica. Sembra avviato a una normale carriera da concertista quando scopre il jazz e se ne innamora. Lo affascinano le possibilità offerte dai grandi innovatori degli anni Cinquanta e Sessanta. Per qualche anno suona con alcuni protagonisti di quel periodo come Freddie Hubbard e Lee Konitz e partecipa a varie esperienza con strumentisti della sua generazione come Jack DeJohnette, Dave Holland e David Liebman. All'inizio degli anni Settanta decide di dare un maggior sostegno teorico e tecnico alla sua passione. Si iscrive alla famosa scuola jazz di Berklee e, successivamente, alla Manhattan School of Music dove si diploma nel 1972. Poco tempo dopo essersi diplomato entra a far parte della formazione di Stan Getz, con la quale compie una lunga tournée in Europa e in Giappone. L'anno dopo è il pianista dei Lookout Farm, il prestigioso gruppo del sassofonista Dave Liebman, la cui formazione comprende il chitarrista John Abercrombie, il batterista Jeff Williams, il bassista Frank Tusa e il percussionista Badal Roy. Ci rimane tre anni pur non rinunciando a saltuarie esperienze al fianco di personaggi di primo piano come Jeremy Steig, Chet Baker e John Scofield. Nel 1976, dopo lo scioglimento dei Lookout Farm, decide finalmente di dare vita a un proprio gruppo, il trio Eon. Negli anni successivi continuerà ad alternare la carriera in proprio con varie collaborazioni, soprattutto con il suo vecchio amico Dave Liebman e con il chitarrista John Abercrombie. Apprezzato da critica e pubblico perfezionerà il suo stile unico, estremamente compiuto sul piano formale e tecnico, nel quale si può cogliere la sintesi delle esperienze di alcuni tra i maggiori pianisti jazz del dopoguerra. C'è chi ritiene che Beirach rappresenti il punto di sintesi tra le tecniche di Paul Vley, il melodismo di Keith Jarrett e le straordinarie evoluzioni di Bill Evans, Chick Corea ed Herbie Hancock. In realtà in lui si ritrova la passione per l’armonizzazione raffinata, non disgiunta da un robusto senso del ritmo.

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