25 marzo, 2014

26 marzo 1923 - Franco dei G 5, l’uomo dei ritmi calienti

Il 26 marzo 1923 nasce a Firenze il cantante e batterista Franco Rosselli destinato a lasciare un segno nella storia del pop italiano come leader del gruppo Franco e i G 5, una delle formazioni più popolari degli anni Cinquanta prima dell’avvento del beat. La storia del gruppo inizia nel 1949 quando Rosselli forma il suo primo quartetto destinato a diventare l’anno dopo, con l’aggiunta di un elemento, Franco e i G 5. La composizione del gruppo è estremamente variabile, tanto che il nome può essere considerato, a tutti gli effetti, una sorta di nome d’arte dallo stesso Rosselli, unico elemento fisso della formazione. A partire dal 1952 Franco e i G5 sono protagonisti di un notevole successo con brani ispirati ai nuovi ritmi sudamericani, soprattutto al cha-cha-cha. Molti loro dischi diventano campioni di vendite. Il grande successo dura fino alla fine degli anni Cinquanta. Nel 1959, per tentare di far fronte al declino della sua popolarità, tenta di rilanciarsi con un nuovo ballo tropicale. È il merengue, un ritmo destinato a far furore qualche decennio dopo che però in quel periodo non riesce a ridare al gruppo lo smalto perduto. Un vento nuovo sta soffiando sulla penisola travolgendo nuovi e vecchi miti, compresi Franco e i G5, che nel 1961 partecipano al Festival di Napoli con l’incarico di riepilogare i motivi di gara.

1 commento:

Anonimo ha detto...


Piccola biografia degli anni ’70 dei NEW FRANCO G5

Passato il periodo d'oro degli anni 49/50/60; nel 1966 l’orchestra di “Franco G5” si scioglie, ma per Franco Rosselli la musica è vita e nel 1968, forma un nuovo gruppo aggiungendo (NEW) al nome di Franco G5. Continua l’attività nei night portando la sua allegria e i suoi ritmi latinoamericani, con altri musicisti, fra cui il pianista napoletano Tony Sorrentino, che pur essendo molto giovane, arriva dopo varie esperienze e collaborazioni con band e musicisti. L’orchestra è ben affiatata e riscuote sempre larghi consensi e grandi riconoscimenti, con musicisti di alto livello, oltre a Franco, lo storico Orlando Antolini e Sorrentino, anche Ugo Croce, Adriano Tontini e il cantante Lucio. Si esibiscono nei locali più in... come la Capannina di Alassio, il Casinò di Sanremo, il Pozzo di Beatrice e tanti altri. Con l’uscita di Orlando Antolini e su consiglio di quest’ultimo, Sorrentino diventa anche suo socio-collaboratore.
A sostituire la tromba di Orlando, arriva un giovane Pino Minafra (Attualmente conosciuto e apprezzato in Italia e in Europa con la sua Sud Ensemble e l’Italian Instabile Orchestra).

Invogliato dal produttore Giuliano Tilesi, e dallo storico impresario fiorentino Piero Bentivoglio Franco, cede alla tentazione di riaffacciarsi nel temibile campo discografico. Infatti progetta insieme a Tony Sorrentino il disco “Africasia” con composizioni e arrangiamenti dello stesso Sorrentino, con la speranza di risalire e riconquistare il mercato discografico. A incidere il disco sono tutti giovani musicisti, insieme a Franco e Tony, Pino Minafra, Alessandro Paolicchi, Marco Pellegrini, Paolo Neri e Tommaso Baldassarre. Ma Franco non ha il tempo di vederlo pubblicato, perché nel mese di aprile 1978, durante una serata al ST.Lous di Ravenna, si sente male, e subito ricoverato muore in ospedale. A raccogliere le sue ultime volontà e l’ultimo respiro, il suo amico, Tony Sorrentino.

Alla fine del 1977 l'orchestra subisce due cambiamenti , va via Marco Pellegrini (batterista) e al suo posto subentra Alberto Ciravolo, poi è la volta di Pino Minafra e al suo posto si inserisce un secondo (sax tenore flautista) Andrea Ventriglia. Questa è l'ultima formazione dei New Franco G5, che risale a qualche mese prima che il suo destino si compisse.