13 settembre, 2014

13 settembre 1990 – L’ultimo album dei CCCP-Fedeli alla Linea

Il 13 settembre 1990 viene presentato ufficialmente l’album Epica Etica Etnica e Pathos dei CCCP-Fedeli alla Linea, destinato a restare nella storia come l’ultimo della band di Lindo Ferretti e Zamboni. La nascita dei CCCP-Fedeli alla linea risale all'inizio degli anni Ottanta quando a Kreuzberg, nell'hinterland berlinese, si incontrano in modo casuale le esperienze di un gruppo di giovani musicisti italiani. La prima formazione della band schiera, oltre al bassista Umberto Negri, tre componenti dei Mitropank: il cantante Giovanni Lindo Ferretti, il chitarrista Massimo Zamboni e il batterista Zeo. Fin dall'inizio la loro musica, ricca di contaminazioni tra i suoni rudi del punk e le atmosfere della dance, attira l'attenzione della critica più avveduta. Loro si definiscono una sorta di anello di collegamento tra "punk filosovietico" e la "musica melodica emiliana". Nel 1983, dopo la rinuncia a Zeo e alla batteria, sostituita da una drum machine, diventano uno dei gruppi più popolari nei circuiti alternativi europei. L'aggiunta alla formazione di Annarella Giudici e Danilo Fatur unite all'arrivo del chitarrista Carlo Chiapparini, già con i RAF Punk, e del batterista Ignazio Orlando preludono alla firma di un contratto discografico con la Virgin e all'improvviso successo commerciale, tra il 1987 e il 1988, dell'album Socialismo e barbarie e del singolo Tomorrow inciso insieme ad Amanda Lear. Nel 1989 dopo un mini-tour in Unione Sovietica con i Litfiba i rapporti interni alla band iniziano a scricchiolare. Quando nel 1990 il gruppo si accinge a registrare il terzo album previsto dal contratto con la Virgin, nei fatti non esiste già più. Ferretti e Zamboni suppliscono alle defezioni grazie all'aiuto di tre fuoriusciti dai Litfiba: Gianni Maroccolo, Francesco Magnelli e Gianni Canali. Nasce così Epica Etica Etnica e Pathos. Il disco viene presentato il 13 settembre 1990, cioè nel giorno della riunificazione della Germania e della scomparsa di Giancarlo Pajetta, con un eloquente comunicato che sancisce la definitiva scomparsa dei CCCP. Ferretti e Zamboni continuano insieme producendo e curando una serie di artisti come gli Ustmamò e i Disciplinatha. Nel 1992, in occasione di un concerto di questi due gruppi, il direttore del "Museo Pecci" di Prato propone ai due ex CCCP di esibirsi come contorno. Ferretti e Zamboni accettano e richiamano in servizio Canali, Magnelli e Maroccolo. La Virgin subodora l'affare e chiede di pubblicare il CD live dell'evento. Il 18 novembre 1992, quindi, per la prima volta la band suona con il nome di CSI. Due mesi dopo l'album Maciste Contro Tutti segna il debutto discografico della formazione. Nel mese di gennaio del 1994 esce Ko de Mondo, il primo vero album ufficiale dei CSI. Le non buone condizioni di salute di Lindo Ferretti suggeriscono l'inserimento provvisorio in formazione di una voce in più, quella di Ginevra di Marco, destinata a diventare poi una componente stabile della band. Seguono gli album In quiete, Linea Gotica, Tabula Rasa Elettrificata e La Terra, la Guerra, una questione privata, registrato ad Alba durante un concerto-omaggio a Fenoglio. Alla fine del 1998 la popolarità del gruppo è all'apice, con concerti esauriti e una folta schiera di fans club. I CSI, perplessi di fronte agli eventi, decidono di entrare in un lungo periodo di silenzio annunciando l'interruzione dell'attività artistica "fino al 2000". Mentre tutti componenti sono impegnati in iniziative personali, nell'estate del 1999 Zamboni e Ferretti vanno a Berlino, città simbolo dell'era CCCP, per realizzare un disco insieme. Il silenzio della band si rompe nell'ottobre del 1999 quando i CSI tengono un concerto in onore del Dalai Lama in visita a Milano. Sul palco non c'è Zamboni che, come dicono i compagni, «…pare che avesse di meglio da fare». Nel gennaio del 2000 i CSI si esibiscono a Firenze con Goran Bregovic in quello che loro stessi definiscono "il primo concerto del nuovo millennio". Di nuovo Zamboni non c'è. Quella che sembrava una crisi passeggera da risolvere tutt'al più con un assestamento della formazione (fuori Zamboni) diventa un lungo tunnel. Il resto è prevedibile. Giovanni Lindo Ferretti termina da solo il disco berlinese e anche la nuova band finisce lì.

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