06 novembre, 2014

7 novembre 2003 – I sessant’anni di Joni Mitchell valevano meno di quelli di Dylan

Il 7 novembre 2003 Joni Mitchell compie sessant'anni nel silenzio quasi generale. È strano, a pensarci bene. Si sono spesi fiumi d'inchiostro per il sessantesimo compleanno di Bob Dylan e per quello virtuale di John Lennon, si consumano pagine di preziosa carta patinata per ogni spostamento progressivo nel tempo per le icone del rock, anche le più piccole, ma solo per i maschi. Fateci caso. Le icone femminili del rock sono tali solo se morte giovani, fissate per sempre in una sorta di limbo in cui la gioventù è eterna. Le donne del rock non possono invecchiare, pena l'oblio o, quando va bene, una infastidita tolleranza. L'anno prima proprio Joni Mitchell aveva detto di essere stanca e schifata da un music business che chiede alle donne di essere "bambole inanimate", figurine astratte in cui l'immagine prevale sulle qualità artistiche. Era la vigilia dell'uscita di "Travelogue", una pregevole raccolta di brani registrata con la London Symphony Orchestra, e lei aveva detto che non avrebbe più pubblicato altri dischi. «Una donna della mia età, nonostante un nome e una storia che in qualche modo la tutelano, non ha più il look. In più non ho mai avuto la voglia di "collaborare''. Ditemi voi che cosa dovrei fare. Mostrare le tette? Farmi allungare i capelli e assumere un coreografo? Questo non è il mio mondo, si aggiustino da soli, io non ci sto più». Parole forti, precise e destinate a scuotere le coscienze se il sistema mass-mediatico non le avesse sintetizzate in un unico, diverso, concetto: «È l'ultimo album di Joni Mitchell, imperdibile, compratelo!». Stop. Il resto era diventato contorno, funzionale all'obiettivo primario di vendere qualche disco in più di un'interprete femminile già virtualmente fuori catalogo. Il pressoché generale silenzio che circonda il suo sessantesimo compleanno è significativo. Accade a lei, figurarsi alle altre. Già, perché non è facile nascondere o ignorare quasi quarant'anni di carriera di un personaggio a suo modo unico nel panorama della musica folk rock. Poetessa e pittrice, Joni Mitchell ha attraversato la scena musicale da protagonista, suscitando amori, passioni e divenendo amica, compagna, fonte di ispirazione e punto di riferimento per un numero impressionante di artisti. Ha un solo difetto: non è un maschio ed è viva. E, quindi, invecchia. James Taylor invecchiato e senza capelli può andare bene lo stesso, ma Joni Mitchell o Sheryl Crow con un fisico segnato dalla vita non funzionano né nei video né sulle copertine dei dischi. Questo è il mondo del music business

1 commento:

Nella Crosiglia ha detto...

E' vero Gianni concordo con te e mi inserisco in quelli che se ne sono scordati..ma non la dimentico certo come cantante..
Grazie di averlo fatto tu per tutti noi...
Un bacio serale!