07 luglio, 2015

7 luglio 1987 - André Dassary, il basco che si schierò con Pétain

Il 7 luglio 1987 muore il cantante André Dassary destinato a restare nella storia della canzone francese per molte ragioni. Alcune sono nobili altre molto meno. Tra le ragioni più nobili c’è quella di essere stato a lungo il cantante delle orchestre più popolari degli anni Trenta e Quaranta, da quella di Ray Ventura a quelle di Marcel Cariven e Wal-Berg. Ugualmente importante e positivo è il suo ruolo da protagonista della stagione d’oro dell’operetta d’oltralpe. Decisamente meno nobile è invece la sua adesione entusiastica a Révolution National, il progetto politico d’ispirazione fascista e collaborazionista con i nazisti messo in atto a partire dal 1940 dal maresciallo Philippe Pétain. Dassary diventa un po’ il cantore ufficiale del governo incidendo canzoni celebrative e di propaganda, compreso Maréchal nous voilà, l'inno nazionale della “nuova Francia”. Personaggio contraddittorio ma fondamentalmente sincero nel dopoguerra si ritrova alla sbarra con l’accusa di collaborazionismo con gli occupanti nazisti e con il governo fantoccio da loro insediato. A differenza di altri personaggi dello spettacolo di quel difficile periodo lui però non si nasconde dietro al paravento delle giustificazioni spicciole. Riconosce che l’accusa è fondata, evita di cercare scuse e, dopo aver ammesso le sue responsabilità, paga il debito contratto con la giustizia e alla fine viene perdonato dal pubblico. André Dassary nasce a Biarritz il 10 settembre 1912. Il nome con il quale viene registrato all’anagrafe, André Deyhérassary, denuncia l’appartenenza della sua famiglia all’orgoglioso e mai domo popolo basco. Le sue prime esperienze musicali avvengono proprio sulle arie tradizionali dei paesi baschi, mal tollerate e spesso proibite nelle due nazioni che si sono divise quel territorio: Francia e Spagna. La musica dovrebbe però restare soltanto un divertimento degli spensierati giorni dell’infanzia e della gioventù. Nelle intenzioni di suo padre, infatti, il giovane André dovrebbe trovare un lavoro nel settore alberghiero, in particolare in quello dei grandi alberghi dell’Europa degli anni Venti e Trenta. Il ragazzo muove i primi passi come apprendista tuttofare alla Villa Héliante, un albergo di Biarritz, la sua città. Poi, sempre su consiglio del padre, parte per la Gran Bretagna e lavora come apprendista “maître” all Hôtel Savoy di Londra. Quando si conclude l’esperienza britannica se ne va a lavorare all’Hotel Maria Cristina di San Sebastian in territorio spagnolo. Al compimento del ventesimo anno, nel 1932, viene chiamato a prestare il servizio militare obbligatorio a Bordeaux. Costretto a restare nella città per molto tempo si iscrive ai corsi di canto del locale conservatorio. La scelta è motivata un po’ dalla passione, un po’ dal tentativo di scacciare la noia e ripetitività della vita militare ma soprattutto dal fatto che la partecipazione ai corsi gli consente di usufruire di permessi supplementari di libera uscita. L’impegno e il talento naturale gli permettono di eccellere in tutte le discipline dei corsi, dal canto all’opera, all’operetta. Nei corsi del conservatorio incontra anche il primo grande amore della sua vita. Il 21 dicembre 1935 André si sposa con Marie-Madeleine Bergès, una pianista pluripremiata e sua accompagnatrice nelle esibizioni al Conservatorio di Bordeaux. Dal loro matrimonio nasceranno quattro figli, una delle quali diventerà un’attrice molto popolare con il nome d’arte di Evelyne Dandry. Oltre alla musica l’altra passione del giovane André è lo sport. Il giovane pratica con molto impegno varie discipline, in particolare l’atletica leggera imponendosi nei campionati universitari e conquistando il titolo di Campione del Sud Ovest nei 1500 metri piani nel 1934. L’anno dopo viene selezionato come mediano d’apertura nella squadra di rugby della Côte d’Argent. In quel periodo trova anche il tempo di diplomarsi insegnante di educazione fisica iscrivendosi poi a corsi di specializzazione in kinesiterapia. Proprio nella veste di tecnico viene chiamato ad accompagnare la squadra nazionale francese ai giochi universitari del 1937. L’attività sportiva non gli impedisce di dedicarsi alla musica partecipando a molti concorsi radiofonici. La sua esecuzione di Ay ay ay, un brano scritto sui registri da tenore che gli consente di mettere in mostra le sua straordinarie qualità vocali. Proprio in quel periodo conquista il soprannome di “Ténor à la voix d’or”, tenore dalla voce d’oro, che non l’abbandonerà più fino alla fine. Nonostante i successi e le critiche positive probabilmente la musica resterebbe per André più un hobby che una professione senza l’intervento di Danielle Darrieux e Fred Pasquali. I due lo ascoltano nel 1938 in occasione di un concorso radiofonico e il secondo gli offre un ruolo importante nell’operetta “Le Roi du Cirque”. André rifiuta. L’offerta economica è troppo scarsa per consentirgli di non lavorare e l’impegno richiesto gli renderebbe impossibile mantenere il lavoro. La Darrieux e Pasquali, che intuiscono il suo talento, non s’arrendono e ne parlano a Ray Ventura. Il grande maestro, dopo averlo conosciuto, gli propone di entrare a far parte dei suoi Collégiens come secondo cantante visto che il primo c’è già e si chiama Paul Misraki. André accetta e accetta anche di cambiare il suo nome da Deyhérassary in Dassary. La sua voce si lega così ad alcuni successi dell’orchestra di Ray Ventura come Dans mon coeur, Soir indigo o Sur deux notes. Nel 1939 l’esercito ha di nuovo bisogno di lui perchè è in arrivo una nuova guerra. Spedito al fronte viene catturato dalle truppe tedesche. Dopo la resa delle truppe francesi e l’occupazione nazista della Francia viene liberato anche perchè è tra i più accesi sostenitori delle posizioni del regime collaborazionista del maresciallo Pétain. Ad aspettarlo non c’è Ray Ventura che di fronte alle prime scelte antisemite del governo francese, avendo in organico molti musicisti d’origine ebrea, ha deciso di lasciare la Francia e di trasferirsi in Svizzera con una parte dei suoi Collégiens. André Dassary fa scelte diverse e in breve tempo diventa uno dei personaggi più popolari della scena musicale francese. Dopo una lunga serie di concerti nel 1941 fa il suo debutto nell’operetta interpretando “L’auberge qui chante”. Il giorno della “prima” il suo nome sui manifesti è al sesto posto dopo quelli degli “specialisti” Laverne, Boucot, Nina Miral, Madeleine Mathieu e Odette Moulin. La su voce da tenore e la sua prestanza scenica entusiasmano il pubblico al punto che gli impresari, d’intesa con la direzione del teatro, decidono di far ristampare i manifesti. In quelli nuovi il suo nome figura al di sopra del titolo dell’operetta ed è accompagnato dalla scritta (in verità un po’ eccessiva): “la rivelazione del secolo”. Dopo la Liberazione André Dassary, accusato di collaborazionismo, paga il suo debito con la giustizia e ricomincia da capo senza atteggiarsi a vittima di chissà quale macchinazione. Il pubblico apprezza il suo atteggiamento dignitoso e quando, terminato il periodo dell’epurazione, torna sulle scene dell’ABC lo accoglie con calore e simpatia. Pur non rinunciando a esibirsi in concerto concentra la sua attività sull’operetta, un genere che sente più adatto alle sue possibilità vocali e che gli consente di esprimere meglio anche il suo talento recitativo. Lavori come “Chanson gitane” del 1946 o “Symphonie portugaise” del 1949 fanno il giro del mondo ampliando la sua popolarità anche al di fuori dei confini francesi. Nel 1952 gli viene consegnato il Disco d’oro per aver totalizzato un milione di dischi venduti. Negli anni Sessanta, di fronte all’affermarsi sulla scena musicale di nuove mode, nuovi generi e nuovi protagonisti sceglie di diminuire progressivamente la sua attività anche se la sua voce continua a entrare nelle case grazie all fatto che la sua La marche des sports viene scelta come sigla delle trasmissioni sportive della radio. All’inizio degli anni Settanta annuncia il suo ritiro dalle scene. Muore il 7 luglio 1987

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