30 agosto, 2016

31 agosto 1976 - Quel copione di George Harrison

Il 31 agosto 1976 l’ex Beatle George Harrison viene riconosciuto colpevole di plagio. My sweet Lord, il suo grande successo pubblicato nel dicembre del 1970, è stato spudoratamente copiato dalla canzone di Ronnie Mack He’s so fine, portata al successo dalle Chiffons nel 1963. A nulla è valsa la linea difensiva predisposta dai legali di Harrison che sostenevano la casualità della coincidenza di alcuni brevissimi passaggi. A loro dire, infatti, l’ex Beatle si era, casomai, ispirato a un altro brano, Oh happy days, portato al successo dagli Edwin Hawkins Singers nel 1969. La vicenda, trascinatasi per alcuni anni ha ridato nuova popolarità al brano di Ronnie Mack che è stato ripubblicato in varie versioni, compresa quella originale delle Chiffons. La chiusura della causa legale scrive la parola fine sulla vicenda. Il giudice statunitense Richard Owen accoglie la tesi della non casualità delle coincidenze tra le due canzoni, rilevando come esse sono sostanziali e decisive nella stessa struttura compositiva, oltre che nell’arrangiamento, di My sweet Lord. La sentenza, che verrà resa pubblica il 7 settembre, condanna George Harrison a pagare più di mezzo milione di dollari alla Bright Tunes a titolo di compensazione per i diritti non percepiti e diffida il cantante e il suo manager dal mettere in atto azioni, atteggiamenti o iniziative che possano recare altri danni alla stessa Bright Tunes. Apparso a tutti come il più dinamico dei Beatles dopo lo scioglimento della band, Harrison, aveva centrato subito il successo con l’album triplo “All things must pass” che aveva fatto gridare al miracolo la critica. L’entusiasmo della stampa specializzata orfana dei quattro di Liverpool e alla ricerca di un sostituto era parso un po’ troppo eccessivo. Titoli come quello di “Melody Maker” che strillava «Dimenticate i Beatles. Ascoltate George!», non avevano una reale consistenza nella qualità della produzione dell’artista. Passata la sbornia iniziale, l’immagine dell’ex Beatle si era appannata a partire dal 1971, un po’ per le vicende legali relative a My sweet Lord ma, soprattutto, per i pasticci truffaldini legati all’organizzazione del Concerto per il Bangladesh.

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