30 settembre, 2016

1 ottobre 1980 – L’inatteso fiasco di Paul Simon

Il 1° ottobre 1980 c’è molta attesa a New York per il debutto cinematografico come protagonista di Paul Simon, ex componente del mitico duo Simon & Garfunkel in cerca di conferme. Dopo la buona prova nell’inedita veste d’attore fornita nel 1977, quando Woody Allen gli ha affidato una piccola parte in “Io e Annie”, il pubblico e la critica lo attendono al varco con curiosità. Preceduto da una martellante campagna promozionale il film s’annuncia ricco di spunti autobiografici e ha un cast che comprende famosi protagonisti della scena musicale: da Lou Reed ai B-52’s, a Tiny Tim, ai Lovin’ Spoonful. Anche il regista sembra una garanzia. È Robert M. Young, il geniale artefice di film come “Alambrista”, premiato dalla critica un paio d’anni prima al festival di San Sebastian e di “Esecuzione al braccio 3”, un pregevole film corale sulle condizioni carcerarie statunitensi. Nelle ore che precedono la prima del film cresce l’attesa per quello che, forse un po’ troppo avventatamente, è già stato definito “uno degli eventi cinematografici della nuova stagione”. Il 1° ottobre 1980, finalmente, in una sala newyorkese assediata dai soliti fans vocianti attirati dalla presenza delle rockstar, viene proiettato per la prima volta “One-trick pony” (che arriverà in Italia con l’incredibile titolo “Divorzio stile New York”). Il pubblico che assiste alla prima è composto, oltre che dai protagonisti e da qualche invitato di riguardo, da un rilevante numero di critici. Quasi tutte le più importanti testate della carta stampata e i principali network radiotelevisivi sono presenti alla proiezione. Quando le luci si riaccendono l’evento dell’anno è già divenuto uno dei primi “flop” della stagione cinematografica. L’applauso che accoglie i titoli di coda è gelido e formale. La lacrimosa storia della rockstar in crisi che tenta di salvare il matrimonio e di recuperare il proprio pubblico è un pasticcio che non convince nessuno. Paul Simon è legnoso, assente e non riesce a emozionarsi neppure quando la trama si inerpica su alcune evidenti citazioni autobiografiche. Insomma, il film si rivela un disastro e la critica lo fa a pezzettini. Sarà un fiasco anche ai botteghini. Il pubblico salverà solo la colonna sonora, scritta dallo stesso Paul Simon, e, soprattutto la canzone Late in the evening, che volerà alta nelle classifiche per tutto il periodo natalizio.

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