30 ottobre, 2016

31 ottobre 1968 – MC5, i cinque della città dei motori

Il 31 ottobre 1968 gli MC5, uno dei gruppi più politicizzati ed eversivi del rock statunitense, tengono un concerto a Detroit che segna per sempre la loro storia. Il materiale registrato nel corso dell’esibizione verrà pubblicato nel loro primo, splendido e insuperato album Kick out the jams, destinato a farli uscire dall’anonimato, ma anche a rappresentare l’avvio di un lungo calvario costellato da prevaricazioni e aperte persecuzioni politiche. La loro storia inizia nel 1967 quando nella città industriale di Detroit, dove c’è un movimento operaio organizzato e strutturato, la protesta giovanile tende a superare il semplice pacifismo e l’avversione alla guerra del Vietnam per mettere in discussione la società in cui vive. Gli obiettivi e il quadro di riferimento portano i giovani politicizzati della “città dei motori” a muoversi in una dimensione molto diversa da quella degli ingenui e folcloristici hippies della California. In quel periodo, infatti, il movimento studentesco di Chicago tenta di saldarsi a pezzi di classe operaia e di proletariato urbano bianco e nero su parole d’ordine che vanno oltre il semplice rifiuto della guerra e la resistenza passiva. In questo laboratorio nasce il White Panthers Party, un’organizzazione politica d’estrema sinistra che si dichiara guevariana e, nonostante le inevitabili ingenuità, marxista e apertamente anticapitalista. Uno dei suoi dirigenti, John Sinclair, intuisce che il rock è il mezzo di comunicazione più immediato per parlare alle nuove generazioni e affida il compito di diffondere il messaggio politico del movimento a un gruppo musicale: gli MC5, una sigla che significa Motor City Five (i cinque della città dei motori). La band è formata dal cantante Rob Tyner, dal bassista Michael Davis, dal batterista Dennis Thompson e dai chitarristi Fred “Sonic” Smith e Wayne Kramer. Sulle ali di un rock violentissimo i cinque portano in tutti gli Stati Uniti il messaggio antagonista delle “pantere bianche”. Il successo è tale che, all’inizio del 1969, la Elektra Records pubblica il loro primo album, Kick out the jams, registrato dal vivo, appunto, nel concerto di Detroit del 31 ottobre 1968. All’apice della popolarità diffondono idee di rivolta e fanno a pezzi sul palco la bandiera a stelle e strisce, ma la loro azione non finisce lì. Ogni concerto diventa un’occasione per reclutare nuovi aderenti al movimento che nato come un’esperienza locale, rischia di espandersi a macchia d’olio in tutti gli States. La reazione non si fa attendere. Contro il gruppo parte una campagna di stampa senza paragoni, mentre l’FBI mette sotto stretto controllo i cinque musicisti. Vengono diffuse foto che li riprendono in atteggiamenti intimi con le loro compagne, si raccolgono petizioni e, soprattutto, si chiede all’Elektra di ritirare dal mercato l’album, ritenuto indecente e offensivo. La casa discografica per qualche tempo tiene duro, anche perché il disco vende bene, ma poi è costretta a cedere alle pressioni. Il 16 aprile 1969 licenzia il gruppo e ritira l’album. È la fine. Mentre il White Panthers Party è bersagliato da più parti, la polizia “trova” addosso a Sinclair due sigarette di marijuana che gli costano una condanna a ben cinque anni di carcere. Due anni dopo John Lennon scriverà sulla vicenda il brano John Sinclair. Nel 1970 gli MC5 tentano invano di continuare “ammorbidendo i toni” con un paio di album di scarso significato. Di loro non si parla più fino al 17 settembre 1991, quando l’ex cantante Rob Tyner muore d’infarto a Detroit e un gruppo imponente di vecchi militanti delle Pantere Bianche lo accompagna nell’ultimo viaggio. I giornali riparlano della storia del gruppo. Nel suo testamento chiede che la T-shirt indossata nei concerti degli MC5 venga seppellita con lui. L’emozione per le vicende della band si trasforma in un’occasione d’oro per il music business. Un mese dopo la sua morte l’album maledetto, Kick out the jams, viene ripubblicato in CD con la stessa copertina di quello ritirato dal mercato. Son passati vent’anni e, cessata la pericolosità sociale del loro messaggio, gli MC5 diventano un business per gli stessi che avevano deciso di condannarli all’oblio. Tre anni dopo ci sarà una nuova ondata d’affari sulla loro pelle quando, il 4 novembre 1994, morirà anche il chitarrista Fred “Sonic” Smith, divenuto collaboratore, consigliere e marito di Patti Smith. All’alba del duemila i sopravvissuti tenteranno di rimettere insieme la band per una serie di concerti sull’onda della nostalgia.

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