26 novembre, 2016

27 novembre 1942 – Buon compleanno Jimi Hendrix

Il 27 novembre 1942 nasce a Seattle Jimi Hendrix registrato all'anagrafe con il nome di James Marshall Hendrix. La chitarra diventa la sua compagna di vita a undici anni quando, persa la madre, trova in quelle corde sottili uno sfogo per il dolore e la rabbia che sente dentro. La musica pian piano prende il posto degli affetti fino a divenire la sua unica ragione di vita tanto che decide di farne la sua sposa iniziando un vagabondaggio musicale al servizio di chiunque sia disponibile a pagarlo per suonare, anche soltanto per una sera. Ha sedici anni quando sceglie di non andare più a scuola e di iniziare a camminare sulle strade della vita. La rottura con l'ambiente scolastico non è indolore. La ferita della separazione traumatica, frutto della scelta radicale di un sedicenne, gli peserà dentro per tanto tempo, almeno fino a quando, il 12 febbraio 1968, torna da trionfatore nella sua città natale e si toglie lo sfizio di esibirsi in concerto proprio nei locali della Garfield High School, la scuola abbandonata. Niente nella sua vita è indolore, neppure il lungo periodo passato a prestare il suo genio ad altri per qualche dollaro e molte pacche sulle spalle. Probabilmente il suo talento sarebbe rimasto nascosto e inespresso negli Stati Uniti, se la sua strada non avesse incrociato un giorno quella dell'ex Animals Chas Chandler, un tipo rude dal grande fiuto, che lo convince a lasciare la sua terra per seguirlo nella lontana Gran Bretagna. Il resto è storia conosciuta, dai deliri del pubblico britannico all'apoteosi di Woodstock, alle incomprensioni, alla scoperta della politica, alla consapevolezza lucida di un destino che sta per concludersi. «È strano come la gente finisca per essere affascinata dai morti. Chissà, forse devi morire perché gli altri si convincano che valevi qualcosa…». Oggi c'è chi ne esalta l'intuito e l'istintività, più che la tecnica, quasi per ridimensionarne la figura e la portata. È un'operazione che comincia quando ancora è in vita, per depotenziarne la carica eversiva. Si badi bene, non è la sua carica sensuale il pericolo («tenete a casa le vostre sorelline»), ma il suo essere un nero di successo, con saldissime radici nella musica nera, in uno showbusinnes dominato da bianchi. È la sua simpatia per il Black Panthers Party, unita alla decisione di formare il primo complesso rock di soli neri, la Band Of Gypsys, con Buddy Miles alla batteria e Billy Cox al basso a creare "disordine" in un ambiente in cui si incoraggia il ribellismo, ma la presa di coscienza fa paura. Non è un segreto che, a partire dal 1969, il suo management dedica gli sforzi maggiori a smussare gli angoli più "neri" del personaggio, piuttosto che a valorizzarne l'estro creativo e le potenzialità. Un episodio su tutti è quello di Mark Jeffrey che "consiglia" i percussionisti di colore ingaggiati per l'esibizione a Woodstock di rimanere sullo sfondo del palcoscenico per non caratterizzare in senso "razziale" l'esibizione. Il risultato è che, ancora oggi, le percussioni sono quasi inascoltabili nella registrazione dal vivo del concerto. Le sue simpatie per il Black Panthers vengono "censurate" fino a quando è possibile per non "alienargli la simpatia del pubblico bianco". Una tale compressione finisce per diventare insopportabile e tutti abbiamo ancora fisso in mente Jimi che, tre mesi prima di morire, abbandona il palco del festival dell'Isola di Wight stanco e deluso da un pubblico che vuole da lui solo la ripetizione dei vecchi successi. Hendrix è stato un genio d'oro zecchino capace di aprire nuovi orizzonti alla chitarra elettrica nel rock proprio partendo dalle radici nere di questa musica. La sua vena creativa sperimenta oltre i limiti conosciuti fino a quel momento le possibilità dell'elettrificazione e dell'amplificazione, rimescolando blues, jazz e rock. La sua tecnica sfrutta tutti gli effetti sonori possibili portando il suono a percorrere strade inesplorate e suggestive, mentre anche il corpo si mette al servizio della chitarra nella ricerca di nuove sonorità (suona con il palmo della mano, con il gomito e con i denti). La critica dell'epoca (con qualche eccezione) prende una cantonata storica quando snobba e definisce "eccessi da gigione" quella che è l'essenza stessa delle sue innovazioni: l'eccesso come arte o l'arte dell'eccesso come dir si voglia. In questo senso si può dire che Jimi Hendrix regala una nuova dimensione alla chitarra elettrica che, con lui, cessa di essere un semplice strumento per diventare una macchina da suoni, simbolo di una generazione.

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