03 gennaio, 2017

3 gennaio 1982 - Nebraska, un album di rottura

Il 3 gennaio 1982 Bruce Springsteen inizia a registrare una manciata di canzoni utilizzando un semplice registratore a cassette a quattro piste. Non si dà una scadenza precisa e lavora quando può, in studio, in albergo o nella sua casa. Sta attraversando un momento di grande tensione creativa. Tutto il mondo, infatti, gli riconosce le stimmate del nuovo profeta del rock e non senza ragione. In un periodo in cui la musica rock sembrava essere ormai alla fine della sua corsa, lui e la sua E Street Band l'hanno riportata sugli antichi binari del cuore e dell'energia, dimostrando che si possono entusiasmare le folle anche senza trucchi e look particolari. Per questa ragione c'è molta curiosità attorno al suo lavoro che sembra recuperare una dimensione artigianale. I brani finiranno nell'album Nebraska, destinato a restare una pietra miliare della sua carriera. Lontano dalle pulsazioni ritmiche dei precedenti dischi le canzoni mostrano, infatti, un cantante solitario che si rifà al country e al folk di Woody Guthrie e Hank Williams. La semplicità della proposta musicale gli permette di scandagliare meglio i suoi personaggi preferiti: uomini e donne di un'America lontana anni luce dagli stereotipi, a partire dal condannato a morte della canzone che dà il titolo all'album («… la giuria mi ha considerato colpevole e il giudice mi ha condannato a morte… …e volevano sapere perché l'ho fatto… beh, signore, il mondo è fondamentalmente crudele…»). Nebraska resterà con John Wesley Harding di Bob Dylan e Plastic Ono Band di John Lennon uno dei grandi album di rottura della storia del rock.

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