30 gennaio, 2017

30 gennaio 1959 – Jody Watley, dagli Shalamar al Grammy

Il 30 gennaio 1959 nasce a Chicago Jody Watley. Fin da quando inizia a respirare la musica è nella sua vita. La madre è cantante e pianista mentre il padre alterna il mestiere di disk jockey alle cerimonie religiose come pastore della chiesa del suo quartiere. Se non bastasse il suo padrino di battesimo è il famoso Jackie Wilson. A quindici anni, trasferitasi a Los Angeles con la madre dopo la separazione dei suoi genitori, debutta come ballerina nel programma televisivo "Soul train". Tre anni dopo entra a far parte come ballerina e cantante degli Shalamar, uno dei gruppi di punta della disco music, con cui resta fino al 1984. Quando lascia il gruppo la sua intenzione è quella di debuttare come solista sfruttando la notevole popolarità acquisita negli Shalamar, ma nonostante gli sforzi non riesce a trovare nessuna casa discografica immediatamente disponibile a seguirla nell'avventura. In molti le dicono che lasciare un gruppo di successo è stato un errore e che la sua carriera è praticamente finita. Questa storia va avanti per tre anni, ma Jody non si arrende. Molla il music business statunitense e se ne va in Gran Bretagna a esibirsi nei club. L’accoglienza del pubblico la spinge a continuare. Torna negli Stati Uniti e finalmente nel 1987 pubblica Jody Watley, un buon album che le vale il Grammy come miglior nuova interprete femminile e dal quale vengono estratti tre singoli di successo come Don't you want me, Looking for a new love e Some kind of lover. Le sue notevoli potenzialità vengono confermate due anni dopo dall'album Larger than life e dai singoli Real love, Friends ed Everything. Per meglio sfruttare il suo successo sempre nel 1989 viene anche pubblicato You wanna dance with me?, un album che contiene la versione dance dei suoi brani più popolari. Nel 1990 Jody registra la canzone After you, who? di Cole Porter per l'album benefico Red, Hot & Blue e l'anno dopo pubblica Affairs of the heart, un album deludente che non riesce ad andare oltre le posizioni basse della classifica. L’insuccesso non la ferma. Caparbia come sempre dopo quasi due anni di silenzio discografico ricomincia da capo con Intimacy, un disco che la riporta in alto. Più attenta a non lasciarsi consumare dall’industria discografica aspetta cinque anni per pubblicare Flowers nel 1998, l’album che le apre le porte del nuovo millennio

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