11 febbraio, 2017

12 febbraio 1914 – Tex Beneke, il sassofono di Glenn Miller

Il 12 febbraio 1914 a Forth Worth, in Texas, nasce il sassofonista Gordon Beneke che, proprio in omaggio al suo stato d’origine, prenderà il nome d’arte di Tex. Strumentista precoce e molto dotato, ha da poco compiuto i vent’anni quando entra a far parte della formazione di Ben Young, una delle orchestre più popolari degli Stati Uniti negli anni Trenta. In breve tempo la sua fama si diffonde in tutto il paese tanto che, nel 1938, Glenn Miller lo vuole con sé. Il compositore ne ha intuito le potenzialità e intende farne l’elemento di spicco della sua grande orchestra. Non si sbaglia. A Tex bastano pochi mesi per diventare, con i suoi interventi solistici, la vedette di una delle più straordinarie formazioni musicali di quel periodo. Molti suoi assoli entrano a far parte della storia della musica. Il più conosciuto è quello di In the mood, il brano registrato dall’orchestra di Glenn Miller nel 1939 per la colonna sonora del film “Serenata a Vallechiara” e destinato a far da sottofondo musicale alla liberazione dell’Europa dal nazismo. All’inizio degli anni Quaranta viene premiato per ben due volte consecutive dalla critica come il miglior sassofono tenore del mondo e nel 1941 partecipa a una leggendaria seduta di registrazione con la Metronome All Stars Band, il gruppo che schiera i migliori strumentisti jazz di quel periodo, da Harry James a Cootie Williams, Tommy Dorsey, Benny Goodman, Benny Carter, Coleman Hawkins, Count Basie, Charlie Cristian e Buddy Rich, solo per citarne alcuni. Il brano One o’ clock jamp, registrato nell’occasione e ancora oggi ambita preda dei collezionisti, è una dimostrazione delle sue qualità solistiche, ma, soprattutto, di quella carica swing che è un po’ la sua caratteristica fondamentale. Nel dopoguerra, scomparso Glenn Miller, in molti chiedono proprio a Tex Beneke di raccoglierne l’eredità e lui non si fa pregare. Cerca i suoi vecchi compagni, li coinvolge nel progetto e rimette insieme quello che resta della formazione dei primi anni Quaranta. Copre poi i posti rimasti vacanti con musicisti di livello adeguato e lascia inalterato l’antico nome. Ridà così vita alla Glenn Miller Orchestra. Pur rivelandosi un buon leader perderà però in originalità e in freschezza e per molti anni rifarà all’infinito se stesso sfruttando la popolarità del nome del suo primo scopritore.

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