17 febbraio, 2017

17 febbraio 1986 – Con i Sigue Sigue Sputnick la seconda truffa non riesce

Il 17 febbraio 1986 viene distribuito nei negozi britannici Love missile F1-11, il primo singolo dei Sigue Sigue Sputnick, una band sconosciuta che ha il suo leader in Tommy James, ex chitarrista dei Chelsea e dei Generation X. Preceduto da una martellante campagna promozionale il disco è già ai vertici delle classifiche di vendita soltanto con le prenotazioni. L’invasione di gadget, anticipazioni, foto del gruppo, presentato come il simbolo dei “ribelli degli anni Ottanta” prima ancora di aver suonato una sola nota, non convince i giornalisti più sperimentati cui sembra di assistere a un “deja vu”. Nonostante siano passati una decina d’anni è ancora vivo il ricordo della colossale operazione commerciale costellata di provocazioni vere e finte e orchestrata dal manager Malcom McLaren per sfruttare l’immagine dei Sex Pistols. L’ombra di quella che è passata alla storia come “La grande truffa del rock and roll” inizia ad aleggiare, sempre più insistente, sui Sigue Sigue Sputnick. Sentendo puzza di bruciato alcune riviste musicali sguinzagliano i loro migliori segugi sulle tracce della band. Si scopre così che la EMI ha concesso a Tommy James e ai suoi compagni un compenso miliardario, inusuale per una band al primo disco. Ci si chiede perché, si denuncia l’operazione commerciale e si parla di “gruppo nato a tavolino", con il risultato di alimentare ulteriormente la già ricca campagna promozionale. Pur non volendolo, i giornalisti sono caduti nella trappola dello stesso sistema già sperimentato con i Sex Pistols: portare all’eccesso la comunicazione sul gruppo facendone lievitare il valore indipendentemente dalla produzione musicale. A differenza di dieci anni prima, questa volta, però, non funzionerà. Il pubblico degli anni Ottanta, abituato a consumare le mode più rapidamente di quanto non facessero i suoi fratelli maggiori, non abbocca per molto tempo all’amo della provocazione. Flaunt it, il primo album della band, pur pubblicato a breve distanza dal singolo, fatica a guadagnare le prime posizioni delle classifiche di vendita. Al primo cedimento segue poi la sostanziale disfatta dell’operazione, che, alla lunga, finisce per ottenere risultati commerciali decisamente modesti. I Sigue Sigue Sputnick si scioglieranno nel 1989 dopo tre anni senza infamia né lode. Non diventeranno il simbolo di nessuna generazione e nessuno potrà dire di aver truffato per la seconda volta il pubblico del rock.

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