03 febbraio, 2017

3 febbraio 1947 – Melanie, la voce femminile dei grandi raduni

Il 3 febbraio 1947 nasce a New York Melanie Safka, destinata a diventare con il semplice nome di Melanie, una delle protagoniste della stagione dei grandi raduni musicali nei primi anni Settanta. Figlia di un cantante jazz impara fin da piccola a suonare il piano e muove poi i suoi primi passi nel mondo dello spettacolo in un piccolo teatro del suo quartiere. È ancora adolescente quando decide di dedicarsi esclusivamente alla musica. Determinante, sotto molti aspetti, è l'incontro con Peter Schekeryk, che diviene prima suo manager, quindi produttore e, infine, suo compagno nella vita. Dopo aver pubblicato un paio d’album, nel 1970 diventa, per caso, una delle protagoniste del grande raduno di Woodstock. Il suo nome non figura tra quelli degli artisti in programma, ma lei non vuole mancare a un appuntamento così importante. Confusa tra il pubblico mentre calano le prime ombre della sera sta attendendo la più volte annunciata esibizione di Joan Baez, ma la folksinger è bloccata dal colossale ingorgo di traffico provocato dalla marea umana che sta affluendo sul luogo del raduno. Melanie non è una sconosciuta. La sua versione di Ruby tuesday qualche mese prima ha ottenuto un discreto successo di vendite e le sue canzoni sono molto popolari tra i giovani del Greenwich Village. Quando gli organizzatori la vedono pensano a lei come riempitivo in attesa della Baez e le chiedono di salire sul palco. Da spettatrice si ritrova così protagonista di un evento destinato a entrare nella leggenda. Memorabile è la scena del documentario girato durante la manifestazione nel quale la Baez, arrivata in ritardo, se ne sta seduta in un angolo ad assistere all’esibizione di Melanie. Sull’onda di Woodstock partecipa a quasi tutti i grandi raduni musicali di quel periodo e centra una buona serie di successi. Nel 1971 realizza anche la colonna sonora del film “Il ribelle” di Michael Chapman. L’anno dopo, insofferente alle pressioni dei discografici, fonda la Neighborhood, un’etichetta di cui è comproprietaria insieme al suo compagno. L’avventura discografica è destinata però a finire male e Melanie, visti inutili i tentativi di ritrovare spazio ridurrà la sua attività a qualche saltuario album destinato a fare la gioia di un ristretto manipolo di irriducibili quanto nostalgici ammiratori.

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