07 marzo, 2017

7 marzo 1967 – Tace il sax alto di Willie Smith

Il 7 marzo 1967 muore di cancro a Los Angeles, in California, il cinquantaseienne Willie Smith, all’anagrafe William McLeish Smith, considerato, insieme a Johnny Hodges e Benny Carter, uno dei tre grandi specialisti di sax alto degli anni Trenta. Nato a Charleston, nel South Carolina, inizia gli studi musicali suonando il clarinetto e a quattordici anni suona già in pubblico accompagnato al pianoforte dalla sorella. Non pensa che la musica possa diventare la sua professione per cui frequenta, con buon profitto, il Case Technical College e successivamente la Fisk University di Nashville dove completa gli studi di chimica. Nel tempo libero il suo unico hobby è il jazz e durante le vacanze estive del 1927 percorre il New Jersey con il quartetto di Beaty Conner. Il primo ad accorgersi delle sue qualità è Jimmy Lunceford che lo corteggia a lungo e nel 1929, quando finisce l'università, lo scrittura per la sua orchestra. Willie resterà con lui fino all'estate del 1942 quando passa alla band di Charlie Spivack. Chiusa la parentesi bellica, si unisce ad Harry James nella cui formazione suona fino al marzo del 1951, salvo una breve parentesi nella primavera del 1947. Richiesto da quasi tutti i protagonisti della scena jazz di quel periodo, si lascia tentare da sempre nuove esperienze. Nell'inverno del 1951 è con la grande orchestra di Ellington, poi passa alla formazione di Billy May. Agli inizi del 1953 viene scritturato da Norman Granz che lo inserisce nel Jazz At The Philarmonic portandolo in tournée in Europa. Varie esperienze con Benny Goodman, Gene Krupa e il solito Billy May, precedono il tentativo di mettersi in proprio con una formazione a suo nome che si esibisce all’Oasis Club di Los Angeles. Nella primavera del 1954 torna con Harry James. Questa volta ci rimane fino all’estate del 1963, pur non disprezzando estemporanee esibizioni con il suo amico Billy May e con varie band della West Coast. Quando sul suo fisico si fanno sentire i primi segnali del cancro sparisce dalla scena per circa un anno e ricompare a Los Angeles nell’orchestra di Johnny Catron nell’autunno del 1964. Nel 1965 è a Las Vegas con Johnny Rivers, anche se preferisce dedicarsi maggiormente al lavoro in studio, decisamente meno stancante delle tournée. Continuerà a suonare fino alla morte. L'ultimo suo concerto è del 1966 nella big band di Charlie Barnet. Pochi mesi dopo il cancro lo uccide.

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