14 aprile, 2017

14 aprile 1969 – La stunt girl Fiorella Mannoia si dà al canto

Il 14 aprile 1969 con Gente qua e gente là fa il suo debutto discografico Fiorella, una quindicenne dai capelli rosso fuoco che ha grinta da vendere. La ragazzina due anni prima si era presentata al concorso per voci nuove di Castrocaro barando un po' sui suoi tredici anni per cantare Un bimbo sul leone di Celentano. Con Gente qua e gente là partecipa al Disco per l'Estate, ma nessuno sembra prenderla sul serio. Lei non se la prende. Abbozza e ai giornalisti dichiara di considerare la musica come un hobby. A suo dire il lavoro che la soddisfa di più è l'attività di stuntgirl cinematografica dove peraltro è molto brava. Abilissima sui cavalli è una delle più giovani e coraggiose cascatrici della stagione dei western all'italiana. È lei che nel 1970 sostituisce Candice Bergen nelle scene pericolose del film "The hunting party" (Il giorno dei lunghi fucili) ed è sempre lei la donna che prende gli schiaffoni di Alberto Sordi nel film "Amore mio aiutami" al posto di Monica Vitti. Sul fatto che la musica non la interessi molto, però, non la racconta giusta. Periodicamente, infatti, torna a farsi viva nell'ambiente musicale realizzando vari dischi destinati a passare sostanzialmente inosservati. La vera svolta nella sua carriera musicale è legata all'incontro con Antonio Coggio e Roberto Davini. I lavoro dei due dà i primi risultati nel 1981 quando Fiorella recupera il suo cognome, diventa Fiorella Mannoia e presenta al Festival di Sanremo un brano grintoso come Caffè nero bollente che le vale la partecipazione alla serata finale. La sua vocalità aggressiva e venata d'ironia fa colpo su pubblico e critica. In quell'anno finisce per sempre la carriera di una famosa stunt-girl e nasce una delle voci più significative della canzone italiana, la cui storia si intersecherà sempre di più con quella della canzone d'autore. La sua duttilità vocale, le sue sfumature espressive entusiasmano i cantautori che le affidano volentieri i loro brani. Ben presto nel repertorio di Fiorella entreranno canzoni scritte da quasi tutti i personaggi più autorevoli della canzone d'autore: da De Andrè a Bertoli, da Fossati e Ruggeri, da Bindi a Dalla a Cocciante a molti altri ancora, compreso quel Chico Buarque de Hollanda che si complimenta con lei dopo averla ascoltata eseguire la sua Che sarà. Alla fine degli anni Ottanta e nei primi Novanta arriveranno i riconoscimenti ufficiali con un paio di Premi Tenco e varie tournée in Europa.


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