06 giugno, 2017

6 giugno 1931 – Jimmy Blythe, il pianista affascinato dagli studi di registrazione

Il 6 giugno 1931 muore a Chicago, nell’Illinois, il pianista Jimmy Blythe. Ha solo trent'anni ed è nato a Louisville, nel Kentucky. Nonostante la giovane età attraversa da protagonista l'incontro del jazz con la riproduzione discografica. Quando arriva a Chicago ha da poco compiuto i quindici anni, ma si fa immediatamente notare per le sue qualità tecniche e per la sua fantasia. All'inizio degli anni Venti è già popolarissimo in tutto il South Side come accompagnatore dei principali solisti vocali e si difende bene anche come solista. Curioso e appassionato delle novità resta affascinato dalle sale di registrazione. Proprio in questi luoghi un po' angusti e spesso ricavati nei sotterranei di vecchi palazzi sembra dare il meglio di sé. La sua tecnica e la sua ispirazione si esaltano in assenza di pubblico. In un'epoca in cui il lavoro in sala di registrazione è effettuato in presa diretta, senza possibilità di errori, lui si afferma come leader e pianista di un'infinità di gruppi destinati a dare un impulso decisivo alla diffusione della musica afroamericana. Per tutti gli anni Venti non si muove quasi mai da Chicago, una città che gli dà sicurezza e ricca di sale di registrazione. Nel suo lavoro di studio è affiancato dall'inseparabile Jimmy Bertrand, un suonatore di washboard (asse per lavare i panni), uno strumento costituito da una tavola ricoperta da lamiera ondulata destinata a svolgere un lavoro di sostegno del ritmo. L'apporto di questo singolare sodalizio caratterizza in modo particolare le incisioni chicagoane dei musicisti afroamericani provenienti dalla scuola di New Orleans. Fra il 1924 e il 1931, l'anno della sua morte, partecipa alla realizzazione di una serie di pietre miliari della storia del jazz come, per fare alcuni esempi, Messin' around e Adams apple con Freddie Keppard, Weary way blues e Have mercy con Johnny Dodds o The blues stampede con il quartetto di Louis Armstrong. Il suo pianoforte caratterizza anche alcune tra le più significative esperienze discografiche di quel periodo come quella dei Chicago Footwarmers e dei Dixieland Thumpers. La sua ultima incisione è del 31 marzo e lascia intuire una freschezza d'ispirazione che promette nuove evoluzioni. La sua morte prematura chiude per sempre il discorso iniziato in quel lontano 1916 quando è arrivato per la prima volta a Chicago.

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