Il 27 ottobre 1962 il bireattore privato Morane Saulnier MS.760 Paris su cui sta su tornando da Catania a Milano il presidente dell’ENI, l’ente petrolifero italiano, Enrico Mattei si schianta nelle campagne di Bascapè, un piccolo paese in provincia di Pavia, mentre durante un temporale si stava avvicinando all'aeroporto di Linate. Perdono la vita tutti gli occupanti: Mattei, il pilota Irnerio Bertuzzi e il giornalista statunitense William McHale. Scompare, così l’ex comandante partigiano che ha tentato di costruire una politica energetica italiana non subalterna agli interessi delle grandi compagnie petrolifere. Secondo alcuni testimoni, tra cui c’è il contadino Mario Ronchi che più avanti ritratterà la testimonianza, l'aereo sarebbe esploso in volo. Nonostante i dubbi la pratica viene archiviata come “incidente”. Per molto tempo però aleggia il mistero sulle dinamiche di quel bireattore che il 27 ottobre 1962 precipita in fiamme portando con sé Mattei. Non tutto quadra nella descrizione dell’evento come “incidente” e il sostituto procuratore di Pavia, Vincenzo Calia giungerà anni dopo vicinissimo alla soluzione del caso. Il problema è che l'ipotesi dell'attentato, pur da lui formulata, non riesce a essere compiutamente provata. Scrive il magistrato che «L'esecuzione dell'attentato venne pianificata quando fu certo che Enrico Mattei non avrebbe lasciato spontaneamente la presidenza dell'ente petrolifero di Stato», ma non si sposta da lì. La sua indagine non chiarisce chi avrebbe compiuto il sabotaggio dell'aereo e soprattutto sulla base di quali ordini e dati da chi. Calia fa un gran lavoro d’investigazione ma non riesce a costruire compiutamente il suo castello accusatori salvo intuire le responsabilità di uomini dell'Eni e degli organi di sicurezza dello Stato sia nell’attentato che nei depistagli e manipolazioni varie che impediscono di arrivare alla verità. Rock e Martello, ogni giorno una storia in musica
Quello che viene chiamato "rock" non è soltanto un genere musicale. È uno stato d'animo, un modo d'essere che incrocia la musica, il cinema, la letteratura, il teatro e la creatività in genere compresa quella destinata alla produzione industriale. Per chi è nato negli anni Cinquanta e Sessanta è un sottofondo, una colonna sonora di ogni momento della vita, di pensieri e ricordi. Esiste da sempre e aiuta a vivere meglio...
27 ottobre, 2026
27 ottobre 1962 - La misteriosa morte di Enrico Mattei
Il 27 ottobre 1962 il bireattore privato Morane Saulnier MS.760 Paris su cui sta su tornando da Catania a Milano il presidente dell’ENI, l’ente petrolifero italiano, Enrico Mattei si schianta nelle campagne di Bascapè, un piccolo paese in provincia di Pavia, mentre durante un temporale si stava avvicinando all'aeroporto di Linate. Perdono la vita tutti gli occupanti: Mattei, il pilota Irnerio Bertuzzi e il giornalista statunitense William McHale. Scompare, così l’ex comandante partigiano che ha tentato di costruire una politica energetica italiana non subalterna agli interessi delle grandi compagnie petrolifere. Secondo alcuni testimoni, tra cui c’è il contadino Mario Ronchi che più avanti ritratterà la testimonianza, l'aereo sarebbe esploso in volo. Nonostante i dubbi la pratica viene archiviata come “incidente”. Per molto tempo però aleggia il mistero sulle dinamiche di quel bireattore che il 27 ottobre 1962 precipita in fiamme portando con sé Mattei. Non tutto quadra nella descrizione dell’evento come “incidente” e il sostituto procuratore di Pavia, Vincenzo Calia giungerà anni dopo vicinissimo alla soluzione del caso. Il problema è che l'ipotesi dell'attentato, pur da lui formulata, non riesce a essere compiutamente provata. Scrive il magistrato che «L'esecuzione dell'attentato venne pianificata quando fu certo che Enrico Mattei non avrebbe lasciato spontaneamente la presidenza dell'ente petrolifero di Stato», ma non si sposta da lì. La sua indagine non chiarisce chi avrebbe compiuto il sabotaggio dell'aereo e soprattutto sulla base di quali ordini e dati da chi. Calia fa un gran lavoro d’investigazione ma non riesce a costruire compiutamente il suo castello accusatori salvo intuire le responsabilità di uomini dell'Eni e degli organi di sicurezza dello Stato sia nell’attentato che nei depistagli e manipolazioni varie che impediscono di arrivare alla verità. 26 ottobre, 2026
26 ottobre 1926 - Il massacro di Merca, l'altra faccia di "Faccetta nera"
Nella notte del 26 ottobre 1926 tra i coloni italiani della cittadina di Genale, in Somalia, si diffonde la notizia che lo sceicco Ali Mohamed Nur, un capo religioso sospettato di appoggiare la resistenza somala contro l’occupazione italiana si è rifugiato con un gruppo di suoi seguaci all’interno della moschea di El Hagi, a Merca, un villaggio poco distante. Invece di attendere l’esercito una cinquantina di ex squadristi insediatisi a Genale decidono di farsi giustizia da soli. Armati di moschetti e di fucili da caccia si dirigono verso Merca. Arrivati nel villaggio circondano la moschea e trucidano indistintamente tutte le persone che si trovano all’interno. Esaltati dall’impresa decidono di proseguire uccidendo tutta la popolazione indigena del villaggio. Il proposito viene però stroncato dall’intervento sia pur tardivo dei reparti dell’esercito. La strage, che resta nella storia come “Il massacro di Merca” è uno dei tanti episodi di crimini di cui s’è macchiata l’avventura coloniale italiana.24 ottobre, 2026
25 ottobre 2003 - L'Orchestra di Piazza Vittorio all'Astra occupato
Il 24 e il 25 ottobre l'Orchestra di Piazza Vittorio si esibisce in due concerti all'ex cinema occupato Astra di Roma. Le due performance verranno registrate e forniranno materiale per il primo CD di un gruppo che ha ottenuto uno straordinario successo di pubblico senza mai pubblicare alcun disco. Nata intorno alla Piazza Vittorio, un luogo romano crocevia di immigrati, per iniziativa di Mario Tronco degli Avion Travel e dell'Associazione Culturale Apollo 11, l'orchestra si è caratterizzata come il primo ensemble multietnico d'Europa che propone un repertorio originale. Composta da quindici musicisti professionisti provenienti da undici paesi diversi, nel corso del 2003 si è esibita nelle principali piazze italiane in concerti che spesso hanno avuto la partecipazione di nomi illustri della scena musicale come Fabrizio Bentivoglio, Avion Travel, Samuele Bersani, Daniele Silvestri, Pacifico e Francesco Di Giacomo. L'ingresso ai concerti di oggi e domani all'Astra è a sottoscrizione. I soldi raccolti andranno a sostenere le iniziative culturali e di attività sociale del centro occupato.24 ottobre 2006 - Bruno Lauzi, l’impegno e l’ironia
Il 24 ottobre 2006 muore Bruno Lauzi. Nato l’8 agosto 1937 a l’Asmara, in Etiopia, con la sua famiglia rientra in Italia negli anni Cinquanta e nel 1953 fa parte della Jelly Roll Morton Boys Jazz Band dove viene accettato grazie a una presentazione del suo amico Luigi Tenco. Nel gruppo jazz si fa notare per il particolare arrangiamento per banjo della Rapsodia in blu di George Gershwin. Nel 1960, compone 'O frigideiro un brano in dialetto genovese dalla ritmica brasiliana, seguita, tre anni dopo, dalla divertente Garibaldi blues e dalla pubblicazione del suo primo singolo di successo intitolato Ritornerai. Nel 1964 partecipa "Un disco per l'estate" con il brano Viva la libertà e, nel 1965, interpreta al Festival di Sanremo Il tuo amore in coppia con Kiki Dee. Nello stesso anno vince anche l'Oscar del disco con l'album Lauzi al cabaret e nel 1966 vince la Caravella d'oro di Bari come miglior cantautore. Parte quindi per un lungo tour con Mina in Sudamerica e nel 1968 vince ancora l'Oscar del disco con l'album Cara. Parallelamente all'attività di cantautore è un apprezzato traduttore di brani francesi. Sono sue le versioni italiane di canzoni come Lo straniero di Georges Moustaki e Quanto ti amo di Johnny Hallyday, mentre la sua canzone Il poeta, considerata un po’ il manifesto della cosiddetta "scuola genovese" viene portata al successo da Mina e Gino Paoli. Nel 1970 ottiene un altro riconoscimento con Arrivano i cinesi e nel 1971 arriva al primo posto della classifica italiana con Amore caro amore bello firmata dalla coppia Mogol-Battisti, cui segue l'album Bruno Lauzi. Da quel momento continua l'attività pubblicando album dignitosi e lavorando soprattutto come traduttore dei grandi artisti francesi e brasiliani. Muore a Peschiera Borromeo in provincia di Milano il 24 ottobre 2006.23 ottobre, 2026
23 ottobre 1928 - Domenico Attanasio dalla lirica alla canzone
Il 23 ottobre 1928 nasce a Napoli Domenico Attanasio. Cantante in possesso di una voce estesa e pastosa, all’inizio della sua carriera tenta la strada della lirica e debutta come tenore sotto la direzione del maestro Gianandrea Gavazzeni nell'opera "Nina pazza per amore" di Giovanni Paisiello al Teatro San Carlo di Napoli. Come molti altri protagonisti della scena lirica di quel periodo, però, si lascia tentare dalle lusinghe di della cosiddetta “musica leggera” e passa alla canzone vincendo un concorso organizzato dalla RAI che lo assume. Ai microfoni della radio canta con le orchestre Anepeta, Fragna e Vinci. Nel 1952, in coppia con Oscar Carboni, si piazza al secondo posto con Varca lucente alla prima edizione del festival di Napoli. La sua carriera è costellata da grandi soddisfazioni e da un successo che supera anche i confini d’Italia.
22 ottobre, 2026
22 ottobre 1964 - Jean Paul Sartre rifiuta il Nobel
Il 22 ottobre 1964 la giuria dà l'annuncio ufficiale dell'attribuzione del Premio Nobel per la letteratura a Jean Paul Sartre. Lo scrittore francese però decide di rifiutare il riconoscimento creando non poco sconcerto nelle istituzioni culturali di tutto il mondo. Rende pubblico il testo della lettera inviata all'Accademia svedese nella quale spiega «...il mio rifiuto non è un atto di improvvisazione. Ho sempre declinato gli onori ufficiali. Quando nel dopoguerra, nel 1945, mi è stata proposta la Legione d'Onore, ho rifiutato malgrado avessi degli amici al governo... Lo scrittore deve rifiutare di lasciarsi trasformare in istituzione, anche se questo avviene nelle forme più onorevoli, come in questo caso...»21 ottobre, 2026
21 ottobre 1940 - Plinio Maggi, da Sanremo alla farmacia
Il 21 ottobre 1940 nasce a Catania Plinio Maggi. Cantante e autore soprattutto di testi, fin da ragazzo frequenta corsi di canto e di pianoforte, affiancando agli studi universitari l’attività musicale in varie orchestre. Nei primi anni Sessanta partecipa a vari concorsi canori e nel 1965 vince il Festival per voci nuove di Castrocaro, il più importante di quel periodo anche perché dà la possibilità al vincitore di partecipare al Festival di Sanremo. La sua voce melodico moderna è estremamente funzionale ai primi tentativi di costruzione di un pop all’italiana che mescola i ritmi del beat alle melodie tradizionali. Nel 1966 partecipa al Festival di Sanremo in coppia con Anna Marchetti cantando il brano Io ti amo. Nello stesso anno vola in America dove ottiene un discreto successo partecipando all’Andy Williams Show. Dopo alcune fortunate tournée all'estero e qualche disco senza grandi risultati, all'inizio degli anni Settanta decide di lasciare le scene per fare il farmacista. Fra i suoi dischi sono da ricordare Quando tu partirai e Questa sera noi ci lasceremo. Muore a Catania il 20 ottobre 2019.20 ottobre, 2026
20 ottobre 1927 - Johnny Dankworth, un sax senza tempo
Il 20 ottobre 1927 nasce a Londra il sassofonista Johnny Dankworth. La sua carriera di musicista inizia nei primi anni Trenta quando, giovanissimo, suona con diverse orchestre formate da musicisti inglesi sulle navi in servizio fra Londra e New York. Alla fine degli anni Quaranta suona con diverse formazioni in Inghilterra prima di dar vita, nel 1950 al suo primo gruppo, i Johnny Dankworth Seven con Jimmy Deuchar alla tromba, Don Rendell al sax tenore e Tony Kinsey alla batteria. Il gruppo rimane unito fino al 1953 anno in cui Dankworth decide di formare una big band che, fra alterne vicende e contro ogni previsione più ottimistica, riesce a mantenere unita per moltissimi anni, dimostrando grandi doti di leader, arrangiatore e solista. Sposa poi la cantante Cleo Laine e a partire dalla seconda metà degli anni Sessanta pur non abbandonando il jazz non rinuncia a sperimentarsi con successo in generi più commerciali. La sua produzione discografica è immensa, soprattutto quella realizzata alla testa della big band. Muore il 6 febbraio 2010.19 ottobre, 2026
19 ottobre 1966 – Sinitta, dalla discoteca al musical
Il 19 ottobre 1966 nasce a Seattle Sinitta Renet Malone, la figlia della cantante Miguel Brown, destinata a diventare una delle protagoniste della scena musicale degli anni Ottanta tanto da essere incoronata dai critici come “la nuova regina della musica da discoteca”. Trasferitasi ancora bambina in Gran Bretagna muovi i primi passi nel mondo dello spettacolo partecipando vari musical e film. Il primo grande successo in campo musicale arriva nel 1986 quando sotto l'esperta guida degli autori e produttori Stock, Aitken & Waterman realizza un singolo che contiene i brani So macho e Cruising che scala le classifiche e spopola nelle discoteche di mezzo mondo. La conferma del successo di Sinitta arriva l’anno dopo con il primo album Sinitta! e con i brani Toy boy e GTO, cui seguono nel 1988 i singoli Cross my broken heart e I don't believe in miracles. Nel 1989, nonostante il buon successo dei singoli Right back where we started from e Love on a mountain top, il suo album Wicked! delude un po’ le aspettative dell’artista e dei produttori. Di fronte al calo della sua popolarità come interprete dance, Sinitta preferisce sfruttare meglio la sua poliedricità, tornando al musical.18 ottobre, 2026
18 ottobre 1975 - K.C. Douglas, uno dei più fedeli interpreti del blues rurale
Il 18 ottobre 1975 muore a Berkeley, in California, il cantante e chitarrista blues K. C. Douglas. Nato a Sharon, nel Mississippi, il 21 novembre 1913 è considerato uno dei più fedeli interpreti del blues rurale. K.C. Douglas muove i suoi primi passi nel mondo della musica all'età di dieci anni e già verso la metà degli anni Trenta si esibisce nell'area di Canton a fianco di suo cugino Walter Deans. Successivamente diventa popolare come animatore musicale di feste ed eventi nella zona di Carthage dove si è nel frattempo trasferito. Dal 1940 al 1945, K.C. Douglas suona a Jackson insieme a Tommy Johnson, Bubba Brown, Cary Lee Simmons, One Legged Sam e altri artisti della regione. Proprio Johnson lo influenza profondamente segnandone lo stile e la scelta del repertorio tanto che i due più famosi blues da lui composti Big Road Blues e Canned Heat entreranno per sempre a far parte della scaletta dei concerti di K. C. Douglas. Dopo l'esperienza a Jackson si trasferisce in California. Siccome la musica non gli basta per vivere lavora per qualche anno nei cantieri navali di Vallejo e contemporaneamente forma un proprio gruppo con l'armonicista Sidney Maiden, il chitarrista Ford Chaney e il batterista Otis Cherry. Pian piano la sua popolarità cresce fino a farlo considerare uno dei maggiori bluesmen d'impostazione classica dell'area di San Francisco. All'inizio degli anni Sessanta suona con Jesse Fuller all'Ash Grove di Los Angeles e poi si esibisce soprattutto a Richmond. Nel 1975 f a Berkeley in occasione del Western Bicentennial Folk Festival a la sua ultima apparizione pubblica prima della morte .17 ottobre, 2026
17 ottobre 1962 – Rubberlegs, la voce e le gambe della tap dancing
Il 17 ottobre 1962 muore a cinquantacinque anni, a New York, per collasso cardiaco, Henry Williams, da tutti conosciuto con il nome di Rubberlegs, uno dei personaggi più amati dello spettacolo nero statunitense. Cantante ed elegante ballerino di tap dancing nasce ad Atlanta, città nella quale debutta nel 1918, a soli undici anni, come bambino prodigio alla Lizzie Murphy's Sporting House. La sua voce ma, soprattutto, il suo talento istintivo nel ballo, attirano l'attenzione degli impresari. L'anno dopo viene scritturato, sia pur con un contratto non molto remunerativo, dalla Bobby Grant's Female Impersonators Revue con la quale gira per i teatri neri del Sud degli Stati Uniti. Negli anni successivi, quando la sua voce inizia a mutare timbro abbandona il personaggio del bambino prodigio, ma non le scene. Dopo aver vinto una gara di charleston entra a far parte degli artisti sfruttati dal circuito dalla T.O.B.A. (Theatre Owners Booking Agency), la famigerata agenzia fondata nel 1907 da un gruppo di italoamericani che approfitta dell'apartheid degli Stati del Sud per gestire teatri riservati soltanto al pubblico nero. Lo sfruttamento non piega la volontà di Rubberlegs che nel 1926, dopo una lunga serie di faticose tournée, approda al "Cotton Club" di New York e da quel momento lavora moltissimo come cantante, ballerino, entertainer, ecc. Il teatro nero di rivista ne fa una star. Il suo volto sorridente, le sue gambe in movimento diventano popolarissimi nei ghetti delle grandi città. Nel 1937 gli tocca il ruolo più difficile della sua vita: cantare ai funerali della sua amica Bessie Smith, morta per le ferite riportate in un incidente stradale perché gli ospedali ne hanno rifiutato il ricovero a causa del colore della sua pelle. Negli anni del dopoguerra arrivano i primi problemi di salute. Dà retta ai medici che lo consigliano di prendere pian piano le distanze da un mondo che gira troppo in fretta e quando muore ha da tempo lasciato le scene.16 ottobre, 2026
16 ottobre 2006 - Tutti nudi sul ponte di Castel Sant'Angelo
Il 16 ottobre 2006 centinaia di ragazzi e ragazze si denudano tutti insieme sul ponte di Castel Sant’Angelo in pieno centro di Roma e ballano sulle note di Let the sunshine. Non si tratta di un happening improvvisato ma delle riprese di "Notte prima degli esami – Oggi", il film ispirato al fortunatissimo "Notte prima degli esami" e diretto dallo stesso regista Fausto Brizzi. La scena, girata con trecento comparse divertitissime, riprende e trasferisce nella capitale italiana un evento accaduto davvero alcuni mesi prima a New York dove in Times Square centinaia di giovani organizzatisi via Internet si sono radunati con le radio sintonizzate sulla stessa emittente radiofonica e a un segnale dello speaker si sono spogliati e hanno ballato completamente nudi un intero brano mandato in onda dalla stessa emittente. Alla fine della musica si sono rivestiti rapidamente e ciascuno se n’è andato per al sua strada prima che le forze dell’ordine potessero intervenire. 15 ottobre, 2026
15 ottobre 1935 - Sugar Pie DeSanto canta il blues
Il 15 ottobre 1935 a Brooklyn, New York, nasce Peylia Balinton, destinata a lasciare un segno importante nella storia del blues con il nome d’arte di Sugar Pie DeSanto. A due anni la sua famiglia lascia New York per trasferirsi a San Francisco, in California. Qui la bambina inizia a cantare nel coro della sua chiesa e frequenta corsi di danza classica. Affascinata dal blues inizia a modulare la sua voce sui brani della tradizione. Nel 1952 vince alcune rassegne per voci nuovi organizzate all'Ellis Theatre e trova così le prime vere scritture. Nel 1954 viene notata a Los Angeles da Johnny Otis, che le apre le porte della casa discografica Federal e, con il nome d’arte di Little Miss Sugar Pie la fa partecipare al proprio spettacolo viaggiante. Dopo una lunga serie di tournée nel “Johnny Otis Show” medita di mettersi in proprio. Nel 1957, dopo essersi esibita al Lincoln Club di Stockton, sposa il chitarrista e cantante Pee Wee Kingsley, con il quale registra vari dischi. Il notevole successo ottenuto con il brano I Want To Know le vale un ingaggio al prestigioso Apollo Theatre di New York, dove arriva in cartellone al fianco di James Brown, con il quale effettua poi varie tournée. All’inizio degli anni Sessanta si stabilisce a Chicago, dove registra vari dischi per la Chess, ottenendo un buon successo soprattutto con Slip In Mules del 1964. Nell'ottobre dello stesso anno viene in Europa al seguito dell'American Folk Blues Festival. Dalla fine degli anni Sessanta si esibisce soprattutto a San Francisco allo Sportsman Inn e al Continental Club. All’inizio del decennio successivo si ritira per qualche tempo dalle scene a causa di una malattia. Riapparsa in gran forma alla metà degli anni Settanta non lascia più il palcoscenico.14 ottobre, 2026
14 ottobre 1953 - Michele Ascolese una delle chitarre di De André
Il 14 ottobre 1953 nasce a Salerno il chitarrista Michele Ascolese. È ancora molto giovane quando inizia a suonare la chitarra da autodidatta facendone poi pian piano la sua occupazione esclusiva. A ventun anni è già un professionista del mondo delle sette note. Dopo aver fatto parte del gruppo del percussionista brasiliano Mandrake, nel 1978 suona con la cantante Lilian Terry e l’anno dopo vola in Giappone in tournée con la band del trombettista Nini Rosso. Negli anni successivi partecipa a vari progetti tra i quali spiccano la big band di Tommaso Vittorini e la nascita di un trio a suo nome con il fratello Gian Paolo ed Enzo Pietropaoli. Sempre alla fine degli anni Settanta partecipa all'album di Enrico Rava Pupa o Crisalide. Chitarrista versatile ed eclettico dichiara una grande passione per la musica brasiliana, pur accumulando nel suo repertorio molti suoni diversi. Nel 1985 entra nel gruppo che accompagna la tournée “Insieme” di Ornella Vanoni con Gino Paoli. Considerato uno dei più completi e apprezzati session man del panorama musicale italiano ha accompagnato i progetti artistici di un gran numero di artisti. Oltre ai già citati Gino Paoli e Ornella Vanoni si sono “appoggiati” alla sua chitarra Sergio Caputo, Roberto Vecchioni, la PFM, Teresa De Sio, Angelo Branduardi, Fabio Concato, Eduardo De Crescenzo, Renato Zero, Eros Ramazzotti, Tullio De Piscopo, e molti altri. Per anni è stato collaboratore stretto di Fabrizio De Andrè13 ottobre, 2026
13 ottobre 1927 - Eddie Baker un pianista cui piace sperimentarsi
Il 13 ottobre 1927 (in qualche biografia lo fanno nascere nel 1930) nasce a Chicago, nell’Illinois, il pianista Edward Baker jr., conosciuto dagli appassionati del jazz con il nome di Eddie Baker. A soli dieci anni riesce a farsi ammettere all'American Conservatory dove inizia a frequntare i corsi di pianoforte e composizione. All’epoca, pur essendo ancora molto giovane, resta affascinato e coinvolto dalle prime esperienze del be pop. Nel 1948, proseguendo gli studi incontra il coetaneo trombonista e compositore Bill Russo che proprio in quel periodo è leader di Experiment in Jazz, un originale e sperimentale gruppo nato a Chicago. Grazie all’inflenza di Russo comincia a prestare attenzione alle nuove proposte stilistiche che stanno emergendo nel jazz. Nel 1950 suona con Miles Davis, e l'anno successivo è al fianco di Illinois Jacquet. Successivamente il suo pianoforte accompagna le esperienze di musicisti come Paul Bascomb, Wilbur Ware e Sonny Stitt. Negli anni Cinquanta vive un buon momento di popolarità tanto che nel 1955, al ritorno, da una tournée europea con Bill Russo viene scritturato per accompagnare Billie Holiday nel famoso viaggio concerto che la celebre cantante fa a Honolulu nel 1956. Muore nel 2001.12 ottobre, 2026
12 ottobre 1990 – Torna la musica nello stadio insanguinato di Santiago del Cile
11 ottobre, 2026
11 ottobre 1976 - L'anima delle Boswell Sister
10 ottobre, 2026
10 ottobre 1918 - Mario Bertolazzi, un chimico al pianoforte
Il 10 ottobre 1918 nasce a Bologna il pianista e compositore Mario Bertolazzi. Inizia lo studio del pianoforte prima con lezioni private e poi frequenta i corsi del conservatorio di Bologna dove ottiene il diploma in composizione. Parallelamente, seguendo il consiglio dei genitori, si dedica con profitto anche agli studi universitari conseguendo la laurea in chimica. Alla fine degli anni Trenta si appassiona al jazz e nel 1938 partecipa alle serate organizzate dagli Hot Club di Bologna e Milano. Nello stesso anno registra quattro brani, Ciribiribin, Sogno d'Amore, Sera e Tiger Rag, per la casa discografica La Voce del Padrone mettendo in mostra una particolare abilità a mescolare le atmosfere jazz con la canzone. Il suo stile pianistico richiama quello di Bix Beiderbecke. Con l'intensificarsi delle proibizioni del regime nei confronti delle sonorità che arrivano d'oltreoceano gioca a mascherare l'ispirazione jazz nello swing e nella canzone ritmica in genere. Dirige in seguito vari gruppi a suo nome che alternano musica leggera e jazz, e nel 1948 prende parte alla registrazione di due un paio di dischi per la serie Jazzisti Italiani della Odeon, curata da Roberto Nicolosi, insieme a un gruppo di musicisti bolognesi (Corrado Bezzi alla tromba, Cesare Bergonzi al clarinetto e al sax tenore, Sergio Nardi alla chitarra, Filippo Francesconi al contrabbasso e Vincenzo Greci alla batteria). Negli anni successivi l'attività di Mario Bertolazzi si orienta soprattutto alla composizione di colonne sonore per la rivista e il cinema, oltre che alla musica leggera. Muore a Roma l'8 ottobre 1986. 09 ottobre, 2026
9 ottobre 1963 - La tragedia del Vajont
Nella notte del 9 ottobre 1963, alle 23.45, una frana si stacca dal monte Toc, in Friuli, e precipita nel lago artificiale formato dalla diga del Vajont. L’impatto della pietra con l’acqua provoca un’onda di fango e acqua con un fronte di quattro chilometri che si abbatte sul paese di Longarone e sugli abitati a valle della diga, seppellendo tutto. I morti sono più di duemila. Non può essere considerata una catastrofe naturale, visto che chi ha costruito la diga sapeva che la montagna era friabile. A riprova di ciò l’8 ottobre, il giorno prima della tragedia, su un cartello nella frazione Pineda era stato scritto: «Si segnala l’instabilità delle falde del monte Toc e pertanto è prudente allontanarsi dalla zona...». 08 ottobre, 2026
8 ottobre 1923 - Sonny Igoe, un solido batterista di scuola classica
L’8 ottobre 1923 nasce a Jersey City, nel New Jersey, il batterista Sonny Igoe, registrato all’anagrafe con il nome di Owen Joseph Igoe. Impara da solo a battere tamburi e piatti e nel 1940 si fa notare vincendo un concorso per giovani batteristi promosso da Gene Krupa. L'anno dopo studia con Bill West e nel 1942 presta servizio militare in marina. Nel 1947 entra a far parte di una curiosa orchestra diretta da Tommy Reed e composta esclusivamente da strumentisti che hanno prestato il servizio militare nei marines. Tra la fine degli anni Quaranta e l'inizio dei Cinquanta svolge un'intensa attività collaborando tra gli altri con Les Elgart, Ina Ray Hutton, Benny Goodman, Woody Herman, Chuck Wayne e Charlie Ventura. Considerato un eccellente batterista di scuola classica, resta nella storia del jazz per il suo assolo registrato con l'orchestra di Woody Herman nel brano New Golden Wedding. Muore il 28 marzo 2012 a Emerson, nel New Jersey.
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