27 giugno, 2011

4 luglio 1971 – I Main Ingredient perdono per sempre il loro leader

Il 4 luglio 1971 muore di leucemia Donald McPherson, il leader del gruppo soul dei Main Ingredient. Cinque giorni dopo avrebbe compiuto trent’anni e da tempo combatteva la battaglia contro la malattia. La sua morte sembra chiudere la storia dei Main Ingredient, il gruppo vocale di cui è stato fondatore alla fine degli anni Cinquanta con i suoi amici Luther Simmons Jr. e Tony Sylvester. Per alcuni anni la loro non è stata una vita facile. Per necessità più che per scelta si adattano ad accompagnare i cantanti della scuderia Red Bird di Leiber & Stoller. Questo è il loro lavoro principale anche se ogni tanto riescono a ritagliarsi, a fatica, un piccolissimo spazio quando ottengono un buon successo con She blew a good thing con il nome di Poets. La loro disponibilità ad accettare un ruolo subalterno e, soprattutto, la loro costante necessità di sopravvivere, li costringe, però, a tornare nell’anonimo ruolo di accompagnatori vocali dei colleghi più fortunati. Solo nel 1966, in parte per il crescente successo ottenuto dal soul sulla scena musicale internazionale e, in parte, perchè i problemi di sopravvivenza sono ormai alle spalle, iniziano a pensare seriamente alla possibilità di proporsi in proprio. In un primo momento sembrano intenzionati a recuperare il vecchio nome di Poets, ma poi prevale la scelta di rompere i ponti con il passato. Nascono così i Main Ingredient. Come spesso accade, le buone intenzioni non bastano da sole a garantire il risultato. Per qualche tempo il gruppo fatica a trovare spazio in una scena, quella del soul, monopolizzata ormai da vecchi e nuovi personaggi che godono di maggiori simpatie presso le case discografiche. Più di una volta, di fronte alle delusioni e alle difficoltà, pensano di abbandonare tutto e tornare al vecchio, sicuro, mestiere degli accompagnatori vocali. Quando stanno per mollare arriva, improvviso, il successo, scandito da una serie di brani che entrano nelle classifiche dei dischi più venduti come I'm so proud, Spinnin' around e Black seeds keep on growing. La morte di McPherson interrompe però quella che sembrava una cavalcata trionfale. Dopo qualche tentennamento i suoi compagni decidono di continuare sostituendolo con Cuba Gooding e per un paio d’anni danno l'impressione di reggere bene alla perdita del loro leader. Nel 1974 l'addio di Sylvester, intenzionato a dedicarsi alla produzione, segna l'inizio del declino.

3 luglio 1972 - Muore Vittorio Mascheroni, il geniale maestro senza diploma

Il 3 luglio 1972 muore a Milano il settantaseienne Vittorio Mascheroni, uno dei più eclettici compositori della storia della canzone italiana. Da tutti chiamato "maestro", in realtà ha frequentato in gioventù il corso di composizione presso il conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, ma ha abbandonato prima di conseguire il diploma. Nel 1915, ventenne di belle speranze, comincia a farsi conoscere nell'ambiente musicale milanese. Le sue prime composizioni sono brani strumentali d’ispirazione jazzistica destinati alle sale da ballo. Alla fine della prima guerra mondiale si dedica anche all’operetta componendo “La piccina del garage”, su un libretto di Leo Micheluzzi. Il suo talento non sfugge all’editore Carish che, dopo averlo scritturato, lo sostiene economicamente e l’incoraggia a comporre. Nel 1927 ottiene i primi successi con brani come Adagio Biagio e Tre son le cose che voglio da te i cui testi portano la firma del suo amico giornalista Angelo Ramiro Borella. Alla sua fertile vena compositiva si devono le musiche di brani come Tango della gelosia, Bombolo, Fiorin fiorello, Ziki-paki ziki-pu, Signorine non guardate i marinai e tanti altri. Eclettico e imprevedibile compone per il teatro di rivista, insieme a Luciano Ramo, la famosissima Lodovico interpretata da Vittorio De Sica, nello spettacolo "Za Bum - Le lucciole della città” di Falconi e Biancoli. Nel 1932, colpito dalla bellezza di Joséphine Baker compone per lei la modesta Come la neve destinata restare nella sua storia artistica quasi"un incidente di percorso". Insofferente alle restrizioni culturali del fascismo, poco prima dello scoppio della seconda guerra mondiale si ritira e solo dopo la Liberazione torna a comporre. Nella sua produzione del dopoguerra, caratterizzata da brani spesso in controtendenza rispetto alla tradizione, spicca Papaveri e papere, un brano sanremese del 1952 accusato di ironizzare sui notabili DC dell'epoca.

2 luglio 1960 - I ragazzi dalle magliette a righe

Il 2 luglio 1960 il MSI, erede diretto della tradizione fascista, apre a Genova, città martire della Resistenza, il suo VI Congresso. Il partito neofascista dal 25 marzo appoggia un governo monocolore democristiano guidato da Fernando Tambroni. Le sinistre, gli antifascisti e le organizzazioni partigiane lanciano un appello alla mobilitazione in difesa della democrazia “conquistata con il sangue dei nostri martiri”, contro il “risorgere dello spettro fascista”. Da parte loro i missini si sentono forti dell’appoggio dato al governo e delle assicurazioni ricevute, in materia di ordine pubblico, dallo stesso Tambroni. A dispetto della dura repressione migliaia di persone scendono in piazza in varie città d’Italia. Ne nascono violenti scontri che vedono protagonisti, per la prima volta nel dopoguerra, i giovani, subito ribattezzati "i ragazzi dalle magliette a righe" perché in gran parte indossano le colorate magliette estive a righe orizzontali di moda quell’anno sulle spiagge. La rivolta infuria a Genova come a Reggio Emilia, a Roma come a Catania. La polizia, in difficoltà a contenere le manifestazioni fa uso delle armi. Sei manifestanti vengono uccisi nel corso degli scontri in Emilia. Il cantautore torinese Fausto Amodei dedicherà a questi fatti la canzone Per i morti di Reggio Emilia, una delle più popolari canzoni politiche degli anni Sessanta. Il lungo braccio di ferro tra antifascisti e istituzioni dello Stato avrà termine il 19 luglio quando Tambroni rassegnerà le dimissioni da capo del governo.

1 luglio 1969 – Finisce l’epopea magica della Sun Records

Il 1° luglio 1969 Sam Phillips, il fondatore della Sun Records, vende la sua leggendaria etichetta a Shelby Singleton per una cifra imprecisata. L’atto di vendita riguarda una della case discografiche che più hanno segnato la storia del rock and roll. Fondata a Memphis nel 1952 questa piccola etichetta è stata, nel corso degli anni, il trampolino di lancio di artisti come, solo per citarne alcuni, Elvis Presley, Johnny Cash, Bobby “Blue” Bland, Ike Turner, Junior Parker, Conway Twitty, Jerry Lee Lewis, Roy Orbison, Carl Perkins, Charlie Rich e James Cotton. Chissà quale sarebbe stato il destino del rock and roll senza il coraggio e l’intraprendenza di Sam Phillips, un artigiano del disco che si definisce «un mancato difensore di criminali» perché non ha mai finito gli studi in legge. Nel 1941, infatti, si ritira dall’università di Florence, in Alabama, per dare un contributo al modesto bilancio della sua famiglia. Lavora come disc-jockey in varie emittenti dell’Alabama e del Tennessee fino a quando, nel 1946, cresce di grado e diventa annunciatore di una radio di Memphis. Quattro anni dopo, sfidando le critiche di chi lo invita a pensare alla famiglia, investe tutto quello che ha in un piccolo studio di registrazione al 706 dell’Union Avenue di Memphis. Ha un chiodo fisso in testa: far uscire la musica nera dal ghetto in cui è rinchiusa. Nel 1951 un disco di sua produzione, Rocket 88 di Jackie Brenston e Ike Turner entra nella classifica dei dischi più venduti. I soldi guadagnati vengono investiti nell’avventura della Sun che, nata nel 1952, ottiene i primi risultati l’anno dopo con il buon successo di Bear cat, un brano interpretato da Rufus Thomas. La grande occasione arriva però nel 1954 quando un ragazzone bianco varca le porte dei suoi studi per realizzare un disco da regalare a sua madre per il compleanno. È Elvis Presley. Sam ne intuisce le potenzialità, lo scrittura e poi grazie alla sagace e spavalda faccia tosta del “colonnello” Parker, manager del ragazzo, ne rivende a peso d’oro il diritti alla RCA Victor. Finalmente arrivano i soldi, tanti da perderci la testa! Ma Sam non è il tipo da perdersi per il denaro. Potenzia gli studi e lancia una serie incredibile di artisti. Negli anni Sessanta, però, l’arrivo del beat sembra mandare in soffitta il rock and roll. Per qualche tempo il vecchio lottatore resiste, poi cede. L’atto di vendita della Sun segnerà anche la fine di un’epoca.

30 giugno 1979 – L'ultimo disco dei Tubeway Army

Il 30 giugno 1979 i Tubeway Army arrivano al vertice della classifica britannica dei dischi più venduti con il brano Are friends electric?. Da tempo in crisi d'identità la band, ridotta ormai ai minimi termini, chiude con questo exploit la sua storia. Da qualche tempo, infatti, Gary Numan il leader, fondatore e principale ideologo del gruppo ha deciso di proseguire come solista più per necessità che per scelta. Proprio lui ha tentato fino all'ultimo di evitare la fine della band ma ha dovuto arrendersi alla realtà dei fatti. Il gruppo ha ormai una formazione inesistente composta dallo stesso Gary che, oltre a cantare, suona tastiere e chitarra, dal fedele e devoto bassista Paul Gardiner e dallo zio di questi, il batterista Jess Lidyard. Il primato in classifica chiude in gloria un'avventura iniziata nel 1977 quando il gruppo punk dei Lasers & The Ultimate Gang cambia nome in Tubeway Army. Per qualche tempo il sound e l'ispirazione non mutano ma il rapido declino del punk impone una svolta. Nella feroce discussione interna Gary Numan si contrappone ai compagni. Lui che sul piano giuridico detiene i diritti sull'utilizzo del nome pensa di fare dei Tubeway Army una band elettronica, in linea con le esperienze di gruppi come gli Ultravox! e i Kraftwerk. Gli altri però non ci stanno e tutti, tranne il bassista Paul Gardiner se ne vanno via sbattendo la porta per formare gli Station Bombers. Proprio da questa clamorosa scissione nasce il più grande successo della storia dei Tubeway Army. Nonostante la formazione raffazzonata tenuta insieme con il nastro adesivo la band, dopo un modesto album che ha per titolo il nome del gruppo, arriva al primo posto in classifica con Are friends electric? il cui successo fa volare alto anche l'album Replicas. Il successo non cambia il destino. La decisione di chiudere i battenti è già presa. Gary Numan continuerà come solista sulle strade del tecno pop e diventerà uno dei fenomeni commerciali più rilevanti del passaggio tra gli anni Settanta e gli Ottanta. Gli adolescenti ne faranno una bandiera e qualche critico in vena di eccessi parlerà di lui come di un "nuovo David Bowie".

29 giugno 1945 – Little Eva, la bambinaia di Carole King

Il 29 giugno 1945 nasce a Belhaven, nel North Carolina, Eva Narcissus Boyd. La neonata non lo sa, ma è destinata a diventare famosa in tutto il mondo con il nome di Little Eva. La sua è una famiglia numerosa, costretta a muoversi continuamente inseguendo il lavoro. Anche la piccola Eva non può permettersi di vivere tranquillamente la sua infanzia. Tutti devono dare il loro contributo per tirare avanti e la ragazzina si adatta alle necessità. Il lungo peregrinare li porta nel 1960 a New York, dove Eva, ormai quindicenne, riesce a farsi assumere dalle famiglie dei quartieri ricchi come bambinaia. Tra i suoi affezionati clienti ci sono anche Gerry Goffin e Carole King, in quel periodo marito e moglie, oltre che autori di successo. Favorevolmente impressionati dalla sua voce la convincono a sottoporsi a un provino il cui esito è più convincente del previsto. La diciassettenne Eva si ritrova così con un contratto discografico e un frettoloso nome d'arte: Little Eva. La ditta Goffin & King decide di affidare alla sua voce Locomotion, un brano inizialmente scritto per Dee Dee Sharp. La canzone ottiene uno straordinario successo arrivando al vertice delle classifiche in vari paesi. Decisi a sfruttare fino in fondo l'inaspettata gallina dalle uova d'oro discografici e produttori decidono di utilizzare l'immagine della ragazza per lanciare anche un ballo di moda con lo stesso nome della canzone. Il risultato è quello di legare per sempre a Locomotion il personaggio di Little Eva. L'esplosione del beat e l'ondata di rinnovamento che attraversa la musica pop mondiale, fanno il resto. Dopo lo scarso successo di brani come Keep your hands off my baby, Let's turkey trot e Old smokey locomotion, nel 1964 si chiude la sua avventura discografica. La ragazza non ha ancora diciannove anni ed è ormai considerata un reperto d'epoca. Negli anni successivi si tornerà a parlare di lei sull'onda della nostalgia ogni volta che Locomotion tornerà in classifica. È morta a New York il 10 aprile 2003.