30 marzo, 2016

30 marzo 1935 - John Charles Eaton, un pianista d’impostazione moderna

Il 30 marzo 1935 nasce a Philadelphia, in Pennsylvania, il pianista e arrangiatore John Charles Eaton. Inizia giovanissimo a studiare il pianoforte iniziando a nove anni a esibirsi in piccoli locali cittadini. Successivamente si esibisce come accompagnatore di cantanti. Tra il 1949 e il 1953 suonato con Clem Wiedenmeyer e dal 1954 al 1955 fa parte della formazione di Stan Robin anche se, a partire dal 1953, dà vita a un gruppo a proprio nome formato da studenti di Princeton. In seguito si trasferisce a Roma dove suona con il clarinettista Bill Smith e il trombettista e trombonista John Gilmore formando anche un gruppo che ottiene un buon successo. Di impostazione moderna lui stesso indica in Powell, Tristano e Hines gli strumentisti preferiti. Eaton ha un interesse pronunciato per ogni forma musicale, non esclusa quella cameristica europea, che lo porta a svolgere il suo lavoro in molte direzioni finendo per occuparsi di jazz in maniera episodica, anche se notevolmente interessante. Muore il 2 dicembre 2015 per emorragia cerebrale.

19 marzo, 2016

20 marzo 1997 – Marino Marini, uno dei cantanti italiani più amati all’estero

Il il 20 marzo 1997 muore Marino Marini. «Cerco giovani musicisti inesperti senza deformazioni professionali. Buoni cantanti. Se malinconici, astenersi». In questo annuncio fatto pubblicare da lui stesso per cercare i futuri componenti del suo gruppo è racchiusa la filosofia di un musicista come lui, che dopo essersi abbeverato ancor giovane alla fonte chiara, fresca e trasparente del jazz statunitense non ne vuol più sapere di tornare indietro. Se la canzone napoletana è la sua prima fonte d’ispirazione l’ascolto e l’amicizia di gente come Dizzy Gillespie, Stan Kenton e Charles Ventura gli aprono le porte di sonorità e ritmi nuovi da cui non si separerà mai più. Nella sua concezione la musica è piacere, divertimento, passione vera e continua capacità di migliorare. Fin da quando, giovanissimo, muove i primi passi nel mondo della musica è affascinato dalle innovazioni. All’inizio degli anni Quaranta, quando la tecnologia mette a disposizione della musica gli strumenti elettrificati d’amplificazione, i musicisti si dividono tra gli entusiasti e i conservatori che in nome della tradizione rifiutano le moderne “diavolerie” accusate di appiattire il talento. Marino Marini non si limita a prendere posizione a favore delle innovazioni ma si cimenta direttamente nella sperimentazione. Nel 1942 inventa il “moltiplicatore di suoni”, una strumentazione elettrica capace di moltiplicare artificialmente il suono di uno strumento o la voce di un cantante. L’invenzione non trova un’applicazione immediata ma alla fine degli anni Cinquanta caratterizzerà il suono degli MM, il gruppo che l’accompagna nelle tournée in giro per il mondo. Cantante, pianista, autore e grande intrattenitore Marino Marini per lungo tempo è considerato uno dei simboli dell’internazionalizzazione della canzone italiana, applaudito e amato in tutto il mondo e soprattutto in quella Francia che per qualche tempo diventa un po’ la sua seconda patria. Marino Marini nasce l’11 maggio 1924, a Seggiano, in provincia di Grosseto, e trascorre l’adolescenza a Bologna dove frequenta i corsi di violino e composizione al Conservatorio e contemporaneamente l’Istituto Industriale diplomandosi Perito Elettrotecnico. Successivamente si trasferisce a Napoli dove frequenta i corsi di pianoforte al Conservatorio San Pietro a Majella. Alla fine degli anni Trenta suona la fisarmonica nelle balere con lo pseudonimo di Marino Mauri. Nel 1949 viene scritturato come musicista di bordo sulla nave polacca “Sobieski” e se ne va negli Stati Uniti dove si appassiona al jezz e in particolare al be-bop. Tornato in Italia forma un quartetto con il chitarrista Peppino Sergi, il batterista Toni Flavio e il bassista-cantante Ruggero Cori, con i quali propone un repertorio di brani arrangiati in modo estremamente originale che spazia dai grandi successi internazionali dell’epoca alle canzoni napoletane. Nel 1955 si trasferisce a Milano e pubblica i primi dischi con la Durium. Nel 1957 l'ex fotografo francese Jacques Wolpson lo scrittura per la più popolare trasmissione radiofonica di Radio Europa 1, "Musicorama", trasmessa ogni settimana dall'Olympia di Parigi. Dotato di grande senso ritmico e di un voce moderna, in breve tempo diventa uno dei cantanti italiani più popolari all’estero. Il successo è tale che i suoi dischi vengono pubblicati in vari paesi del Medio Oriente, in America Latina, in Giappone e in quasi tutti i paesi dell’Est europeo, Unione Sovietica compresa. Nel 1960 si piazza al secondo posto al Festival di Napoli con Uè uè che femmena in coppia con Aurelio Fierro. A partire dagli anni Settanta lascia le scene, sia pur non disdegnando qualche saltuario ritorno, e si dedica alla produzione fondando anche la casa discografica Tiffany. Muore a Milano il 20 marzo 1997.

05 marzo, 2016

6 marzo 1893 - Furry Lewis, il blues ai confini del folk

Il 6 marzo 1893 nasce a Greenwood, nel Mississippi Furry Lewis, all'anagrafe Walter Lewis, uno dei bluesman più popolari degli anni Venti e Trenta. Riscoperto da Samuel Charters nel 1959, Furry Lewis rappresenta nel filone del blues una componente pittoresca capace di una comunicazione viva e spontanea. Il repertorio molto vario spazia dal blues vero e proprio fino al folclore, sostenuto da una tecnica di accompagnamento alla chitarra singolare e molto espressiva. Nel 1899 si stabilisce a Memphis nel Tennessee dove ottiene i suoi primi successi. In seguito se ne va a Chicago per incontrare il suo amico Arthur Petties e nel 1913 è già alla testa di una piccola orchestra che si esibisce per le vie di Memphis, dnelle feste e nei club più aperti verso il blues come il Pee Wee's, il Big Grundy's o il Cham Fields. Nel 1916 a causa di un incidente subisce l'amputazione della gamba sinistra, l’infermità non gli impedisce di continuare a esibirsi in pubblico. Suona in un medicine show e poi con Gus Cannon e Jim Jackson, dei quali diviene amico e collaboratore. Negli anni Trenta registra molto materiale per la Vocalion e la Victor scomparendo poi dalla circolazione per molti anni. Recuperato nel 1959 da Samuel Charters, riprende l’attività ottenendo nuovi consensi. Muore a Memphis il 14 settembre 1981.